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FRUITVALE STATION

venerdì 7 marzo | ore 21.00 

In anteprima toscana Prossima fermata - Fruitvale Station - la storia tristemente vera del 22enne afroamericano Oscar Grant, che il 31 dicembre del 2008 venne ucciso a sangue freddo davanti a centinaia di persone dall’agente di polizia Johannes Mehserle sulla banchina della Fruitvale Station della metro californiana - vincitore del Gran Premio della Giuria come film drammatico e dell’Audience Award al Sundance Film Festival del 2013. A partire da venerdì 14 lo Stensen ospiterà il film in tenitura. 

 

“A capodanno ho visto il video dell’accaduto. Vedendo quelle scene, ho capito che avrei potuto essere io Oscar??? – dice il giovane regista Ryan Coogler, 26 anni, al quinto lungometraggio.“Durante il processo – continua Coogler – ho visto come la situazione era stata politicizzata: in base al proprio orientamento politico, alcuni consideravano Oscar un santo, altri lo dipingevano come un mostro???.


Fruitvale Station è un film che ha un intento nobile: restituire umanità e dignità all’uomo che suo malgrado diventa prima un fenomeno mediatico e poi, attraverso di questo, la moneta di scambio del potere politico. Afferma il regista: “Avevo come l’impressione che durante il processo si fosse dimenticato che Oscar era prima di tutto una persona???. Un intento che ha spinto il regista a scegliere la fiction e non il genere documentario per costruire una storia che ruotasse intorno alla interiorità dei personaggi e non al semplice fatto di cronaca.

 

Oscar Grant viene fermato dalla polizia a causa di una rissa scoppiata in treno. I fermati vengono disposti schiena al muro lungo la banchina della stazione Fruitvale, tra Oakland e San Francisco, California. Il treno è fermo. Al suo interno centinaia di persone osservano e riprendono con i cellulari ciò che sta accadendo. Quando un agente usa la forza per immobilizzare Oscar la folla urla, protesta, ma gli agenti non cedono e rispondono con più fermezza. È questione di un attimo. Oscar è a terra, è disarmato, con le manette ai polsi. Uno dei tre agenti che lo circondano estrae l’arma e gli spara un colpo alla schiena. Il ragazzo si accorge di tutto e fa in tempo a dire: “Mi hai sparato, ho una figlia di quattro anni???. L' agente che spara, Johannes Mehserle, giura che pensava di aver in mano la sua pistola elettrica, non quella vera. Viene condannato per omicidio colposo e dopo solo 11 mesi torna in libertà, scatenando una rivolta per le strade della California. 

 

 

Ingresso

sere e festivi: € 7,50 intero; € 6,00 ridotto (under 30, convenzioni, mercoledì feriali) pomeriggi: € 6,00 intero; € 4,50 ridotto (under 30, over 60, convenzioni)