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Eventi Singoli

I NOSTRI FILM D'ESSAI

Continuano le proiezioni dei film di qualità. Dopo gli ottimi risultati ottenuti con Holy Motors (che ritornerà per qualche proiezione extra in lingua francese) e di Via Castellana Bandiera da martedì 15 ottobre proponiamo una delle perle indipendenti del cinema italiano.

Uscito con qualche difficoltà alla fine di giugno e dunque con la stagione estiva che lo ha penalizzato, TRA 5 MINUTI IN SCENA, ha riscosso un alto gradimento da parte del pubblico che lo ha anche votato come miglior film d'essai indiepndente dell'anno!

La programmazione sarà alternata con le nostre anteprime e con gli eventi con ospiti secondo fasce orarie che variano nei giorni. Tenete d'occhio il nostro calendario per gli orari (clicca qui)! 

 

 

Da Martedì 15 ottobre 

 

Tra cinque minuti in scena di Laura Chiossone (It 2013, 84')

Premio del Pubblico FICE Miglior Film Indipendente Italiano 2013

 

Gianna è una figlia, con una madre anziana e molto ingombrante di cui prendersi cura. Ma è anche un’attrice, con uno spettacolo teatrale da portare in scena tra mille difficoltà. Non da ultimo è una donna, con una storia d’amore in punta di piedi cui è difficile trovare spazio. Tra fiction e vita reale si racconta un passaggio tra generazioni al femminile. Una commedia tenera che ha la forza del sorriso e che è appena stata premiata dal pubblico di cinema d'essai come miglior film indipendente dell'anno.

 

 

 

Cosa abbiamo mostrato precedentemente?

 

 

HOLY MOTORS di Leos Carax (Fra 2012, 110')

Mr. Oscar viaggia da una vita all'altra: boss, assassino, mendicante, creatura mostruosa, padre. Accompagnato da Céline, signora bionda responsabile della gigantesca limousine che lo trasporta per Parigi e dintorni, il protagonista incarna l'essenza attoriale del cinema. E il film è cucito addosso all'attore feticcio di Carax, Denis Lavant, già protagonista degli amanti di Pont neuf, citato come molte altre pellicole e suggestioni in questo viaggio che ci porta al centro della settima arte, in un turbinio di immagini, emozioni, generi e musica.

 

MOEBIUS di Kim Ki-Duk (Corea del Sud 2013, 90')

Una madre che evira il figlio per errore, un uomo castratosi per espiazione, queste le premesse del film scandalo del regista già vincitore dello Leone d'Oro 2012 con Pietà.

Che qui oltrepassa la sua poetica nel segno della provocazione, voltando tutto sul paradosso, sull'ironico, finanche sul demenziale. Il regista Sud Coreano da sempre fa un cinema difficile, spesso affidato a parabole e metafore contemporanee di dolorosa inquietudine, e qui ha voluto calcare la mano rappresentando tre personaggi che vivono una conflittualità permanente ma non parlano mai tra loro: nessun dialogo, solo gestualità, azioni fisiche e reazioni viscerali.

 

 LA QUINTA STAGIONE di Peter Brosens, Jessica Woodworth (Be 2012, 93')

Belgio, in un ravvicinato futuro il ciclo della natura è sconvolto: l'inverno diviene infinito, la primavera non arriva. È il racconto di una crisi, umana e sistemica, che avvolge tutti. Il rapporto uomo/natura in balia di un fin troppo contemporaneo - e difficile - mantenimento dell'equilibrio ambientale. 

Un film sorprendente, con una forma visiva originale, meravigliosamente fotografato, ispirato a maestri della pittura fiamminga come Brügel e Bosch.

 

L'ULTIMO PASTORE di Marco Bonfanti (Ita 2012, 73')

L'incredibile storia di Renato Zucchelli, pastore nomade a Milano, che muove il suo gregge sullo sfondo di una metropoli industriale divorata dal progresso. Una fiaba contemporanea che racconta, con sguardo leggero e stralunato, il bizzarro sogno di portare mille pecore in Piazza Duomo davanti a bambini entusiasti.

Grande successo in Lombardia, venduto anche all'estero, la storia raccontata nel documentario ricorda per certi versi la figura di Vasco Corti, l'ultimo contadino fiorentino.

 

VIA CASTELLANA BANDIERA di Emma Dante (Ch, It 2013, 94') 

Domenica pomeriggio. Lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne, Rosa e Clara, venute per il matrimonio di un amico, si perdono nelle strade della città e finiscono in via Castellana Bandiera. Chiuse all'interno delle loro macchine, si affrontanno in un duello tutto al femminile. 

La regista, di chiara fama teatrale, qui al suo esordio cinematografico, ha vissuto anni a Palermo, proprio nella via che dà il titolo al suo film. Dall'osservazione delle continue liti tra automobilisti che avvenivano in questa stretta via a doppio senso è nato il soggetto che partendo da una situazione di impasse restituisce il fascino e la complessità della città di Palermo.