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Napolitano all’inaugurazione in Santa Croce

COMUNICATO STAMPA

 

Oltre al Presidente della Repubblica, presenti Gianni Letta, Rosy Bindi e Vannino Chiti

Napolitano all’inaugurazione in Santa Croce

Martedì 26 maggio Cabibbo e Rossi apriranno il convegno nella basilica fiorentina

 

 

Il Convegno Il "Caso Galileo". Una rilettura storica, filosofica, teologica si inaugurerà martedì 26 maggio alle 17.00 con l’evento pubblico nella basilica di Santa Croce alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di altre autorità, tra cui Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; Rosy Bindi, vicepresidente della Camera; Vannino Chiti, vicepresidente del Senato; Giusepe Betori, arcivescovo di Firenze; il Cardinale Mons. Raffaele Farina, archivista dell'Archivio Segreto Vaticano e prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana.

 

Dopo il saluto di benvenuto del direttore della Fondazione Stensen Ennio Brovedani sj, ideatore del convegno, sono previsti i saluti delle autorità, tra cui Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, Remo Pertica, Presidente di Selex Galileo e Presidente AIAD di Finmeccanica, Luciano Maiani, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche; è in attesa di conferma la presenza del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi.

 

Alle 17.45 seguono le Lectiones Magistrales del professor Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, e del professor Paolo Rossi, emerito dell’Università di Firenze e accademico dei Lincei.

 

La giornata inaugurale si chiuderà alle 18.45 con il concerto Sicut Umbra del compositore fiorentino Luigi Dallapiccola. L’evento, a cura dei Nuovi Eventi Musicali e con il contributo della Regione Toscana, è una composizione di musica vocale da camera che celebra il cosmo e le sue costellazioni, su testi del premio nobel Juan Ramòn Jiménez. Il concerto è stato curato da Luciano Alberti, il primo ad aver fatto eseguire l’opera negli anni '70 in Italia, e verrà interpretato dal Nem Ensemble e dall’Ensemble Nuovo Contrappunto diretti dal Maestro Mario Ancillotti, già allievo di Dallapiccola.

 

“Le scoperte astronomiche riportate da Galileo nel suo Sidereus Nuncius del 1609 sono l’inizio di una doppia rivoluzione – sostiene Cabibbo anticipando le riflessioni della sua relazione – Anzitutto per quello che mostrano: un mondo più vasto e complesso di quanto si potesse immaginare, ma anche un mondo più simile alla Terra di quanto si pensasse: la Luna ha le sue montagne, Giove i suoi satelliti. La seconda rivoluzione è nel metodo, che parte dal perfezionamento di nuovi strumenti per esplorare e misurare il mondo. Il telescopio è solo il primo passo. Con strumenti adeguati si sarebbe potuto leggere il grande libro della natura, ‘scritto in caratteri matematici’ come disse Galilei nel Saggiatore, arrivare un giorno a misurare gli atomi. Con il perfezionamento del microscopio e le ingegnose macchine per lo studio della meccanica, Galilei poté solo fare i primi passi, ma il programma della scienza moderna era ormai ben delineato???.

 

“Gli storici hanno una incancellabile tendenza: quella di considerare aperte tutte le questioni e di continuare a discutere e a diversamente interpretare – spiega Paolo Rossi – È esistito un solo Descartes, ma nella cultura di oggi circolano molti Descartes, abbastanza diversi l’uno dall’altro. Ci sono, nella storiografia, anche (e non poche) questioni ‘scottanti’. Il ‘caso Galileo’ è certamente una di queste. Il convegno fiorentino affronta con un’ampiezza finora intentata, tutti i temi essenziali: la condanna della dottrina di Copernico nel 1616 e il processo a Galileo del 1633; la genesi del caso Galileo nell’Italia, Francia e Inghilterra del Seicento; la storia di quel caso prima nell’Illuminismo e poi nell’Ottocento (nell’età del positivismo e del Risorgimento) e infine nel Novecento, fino a questi nostri giorni???.

 

 

L’ingresso nella basilica di Santa Croce è libero fino a esaurimento posti.