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Eventi Singoli

Eccezionale documento sulla Birmania

BurmaVJ è un documentario sulla Birmania di oggi, è il racconto delle recenti proteste - viste dall'interno, tra violazioni dei diritti umani e grande necessità di libertà. Il film è stato candidato all’Oscar 2010 nella cinquina dei migliori documentari. Amurt Italia, la fondazione Freedom from Fearbirmaniacampaign.it e Stensen|Cinema, insieme a cineagenziaGa&A e Feltrinelli presentano l'anteprima fiorentina di BurmaVJ di Anders Østergaard Giovedì 1 aprile 2010, alle ore 17.00 e 21.00 al cinema Auditorium Stensen (ingresso intero 6,00 euro e ridotto 5,00 euro).

L’incasso della serata sarà devoluto al progetto umanitario Baan Unrak che accoglie in Tailandia bambini e ragazze madri profughi dalla vicina Birmania.

Alle due proiezioni interverranno 
Cecilia Brighi - responsabile rapporti con le istituzioni internazionali e con l’Asia per conto della Cisl e autrice de Il Pavone e i generali (Baldini e Castoldi)

June Bellamy - erede della dinastia birmana in esilio
e con un saluto in video da parte di "Joshua" protagonista del documentario
coordina Amurt Firenze

 

BurmaVJ

Forse non esiste al mondo dittatura più imperscrutabile e sanguinaria
della giunta militare che dal 1962 è al potere in Birmania. Un solo
episodio da la misura del terrore che governa il paese: quando nel 1988
gli studenti manifestarono in piazza per ottenere maggiori libertà, la
giunta rispose inviando immediatamente l'esercito che aprì il fuoco
sulla folla, uccidendo per strada in un solo giorno più di tremila
persone. Negli ultimi anni si è creata nel paese una rete clandestina di
giovani e giovanissimi reporter che con mezzi di fortuna e immenso
coraggio riescono a filmare e trafugare all'estero notizie sulle
repressioni e la violenza governativa. E grazie a questi indomiti eroi
che il mondo ha potuto vedere le terribili scene, subito rilanciate dai
grandi network di tutto il pianeta, della "rivolta dei monaci buddhisti"
che nel 2007 ha agitato il paese. Il documentario, tutto costruito
sulle immagini contrabbandate nei modi più rocamboleschi, è un racconto
straziante sul coraggio individuale e disperato della libertà. La
notizia che chiude il film sigilla il dramma di questa impresa: scoperti
dalla polizia segreta, due dei giovani giornalisti autori del film sono
stati condannati all'ergastolo in una prigione speciale. È probabile
che nessuno li rivedrà mai più.
Contrabbandati fuori dalla Birmania, i nastri dei reporter sono
diventati il materiale prezioso che, nelle mani di Anders Østergaard e
dei suoi montatori, si è trasformato in uno dei film documentari più
forti e politicamente importanti degli ultimi anni, come confermato
dagli oltre 40 premi in festival in tutto il mondo, dal successo e
dall’emozione in occasione della presentazione allo scorso festival del
settimanale Internazionale a Ferrara, e dalla recente nomination
all’Oscar®.

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