Home   Cinema    Eventi Ospiti    Festival dei Popoli    Il pane della memoria – Evento collaterale Festival dei Popoli

Cinema

Festival dei Popoli

Il pane della memoria – Evento collaterale Festival dei Popoli

Come appuntamento collaterale alla 49° edizione del Festival dei Popoli, Giovedì 13 Novembre alle ore 21.00 sarà presentato presso il nostro Istituto ( in occasione del 70esimo anno dalla promulgazione delle leggi raziziali) il film "Il pane della memoria": l'ultima esponente della comunità ebraica di Pitigliano racconta un esperienza di integrazione fra cristiani ed ebrei, la cui lacerazione fu causata dalle leggi del regime fascista.

Alla proiezione parteciperanno Luciano Barisone (Direttore Festival dei Popoli)Ugo Di Tullio (Presidente Mediateca Regionale Toscana Film Commission)Giuseppe Mammarella (Università di Stanford)Mons. Claudio Maniago (Vescovo ausiliare di Firenze)Rav Joseph Levi (Rabbino capo della comunità ebraica di Firenze) e Daniela Misul ( Presidente comunità ebraica di Firenze). Interverrà in video Massimo Cacciari (Sindaco di Venezia).

 

 

"IL PANE DELLA MEMORIA" - Giudizi   

 

  • “Ciò che folgora, nel racconto che Elena Servi consegna a Luigi Faccini, è la vitale coscienza dell’identità molteplice di cui ogni ebreo è portatore. Splendido film, di sontuosa semplicità e spessore…???

Toni Jop, giornalista


 

  • “Emozionante, grazie al controllo estremo della regia e alla misura delle parole di Elena Servi, personaggio energico, tuttavia dolce. Non si finisce mai di imparare sulla storia e sulla tragedia degli ebrei. Un bellissimo film su di una materia piena di dolore e di speranza...???

Piero Spila, critico cinematografico


  • “Con estrema discrezione stilistica Luigi Faccini descrive la storia della comunità ebraica di Pitigliano, ricca di esperienze e di eventi drammatici. Ci conduce attraverso questi ricordi la dolcezza straordinaria di Elena Servi, che anima le sue personali testimonianze con lucida consapevolezza etica, ma anche con qualcosa in più: la ferma luminosità di uno sguardo che percorre tutto il film. La macchina da presa di Luigi Faccini la insegue con affetto, nei sorrisi e nei toni di voce, mentre evoca le storie passate, cosicchè la memoria assume un tono estetico ancora più intenso. Nel documentario si intrecciano visione morale e pudore stilistico, e la vicenda ci riporta alle radici del nostro antifascismo costituzionale. In queste settimane ne avevamo davvero bisogno.???

Umberto Brancia, giornalista di Confronti


 

  • “Viaggio struggente nel ricordo di una piccola comunità ebraica, quella di Pitigliano, della quale rimangono piccoli gioielli viventi: il cimiterino fuori le mura; nel cuore del ghetto, da poco restaurati, la sinagoga e il museo. Elena Servi, proveniente da una famiglia di patrioti mazziniani, ci narra l’epopea di un folto nucleo di ebrei italiani colpito dalle leggi razziali. Eppure la cosa più bella è proprio l’ironia e la capacità di perdono di questa donna, reduce da un’esperienza in kibbutz ma piena di comprensione per i palestinesi. Intelligenza e accoglienza. Senza dimenticanza.???

Bruno Gravagnuolo, giornalista de l’Unità


 

  • «Quanto ha viaggiato la mia gente! E non per svago…», esclama Elena Servi, ebrea di Pitigliano, che, con il suo dolce volto di vecchia signora degna e la lucida perizia nel narrare, fa da guida alle immagini, ai suoni, alla regia di Luigi Faccini, in questo bellissimo film documentario di un’ora. Senza mai salire in cattedra Elena Servi porge, con semplicità e valentia, la storia degli ebrei italiani, le loro identità, la cultura, la religiosità, la capacità di adattamento, gli usi, i riti, il cibo, la differenza tra le generazioni. La verità è concreta, diceva Brecht. E questo è un film concreto.

Morando Morandini, critico cinematografico


  • “Gli ebrei  di Pitigliano  – le famiglie che nell’arco di cinque secoli hanno dato vita a una piccola comunità tra Toscana e Lazio –, i loro giorni e le loro opere,  rivivono attraverso una serie di immagini e suoni che Luigi Faccini ha saputo cogliere e porre magistralmente in sequenza. Straordinaria la testimonianza di Elena Servi, l’ultima ebrea di Pitigliano. Il lavoro che ne nasce ha il duplice pregio di far riflettere e di documentare con fedeltà e rigore pagine di storia italiana che sono particolarmente importanti ma che pochi italiani davvero conoscono.???

Bruno Segre, storico


 

  • “Sgorga nostalgia e commozione dal racconto di Elena Servi, maestra elementare quasi ottantenne ora curatrice del museo ebraico di Pitigliano, mentre scorrono le immagini di stradine contorte, di case arroccate, di architetture antiche scavate nel tufo rosso. Ma si parte da lontano: dall’amicizia tra ebrei e non ebrei, dal loro vivere insieme, dallo scambio di usanze e dalla condivisione dei riti religiosi. Tutto questo fino al 1938, anno delle leggi razziali. Poi verranno le fughe, i nascondigli, le deportazioni, lo sterminio. Elena Servi, tuttavia, ci comunica la sua intatta gioia di vivere. Un film magnifico.???

Franca Sonnino, artista