Home   Cinema    Rassegne    Cineforum    Visioni Off – Anteprime alla presenza degli autori

Cinema

Cineforum

Visioni Off – Anteprime alla presenza degli autori

  • A partire da Lunedì 7 Aprile fino a Mercoledì 23 Aprile si terrà presso il nostro istituto la rassegna cinematografica "Visioni Off", organizzata da Associazione Anemic e Mediateca Regionale Toscana in collaborazione con Stensen|Cinema. Peculiarità di ciascun appuntamento sarà l'incontro con il regista della pellicola e altri ospiti al termine di ogni proiezione. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.30. Il prezzo dei biglietti è di 5 Euro per gli interi e di 4 Euro per i ridotti.

    • Lunedì 7 aprile, ore 21,30 "FUORI DALLE CORDE" di Fulvio Bernasconi
      alla presenza del regista

    È la storia di un giovane pugile italiano di Trieste, Mike. Un uomo in crisi, come molti suoi coetanei, trentenni ancora pieni di sogni. Il sogno di Mike, condiviso da sua sorella Anna, è quello di diventare in un futuro non lontano un campione. Ma, come spesso accade, la realtà si rivela dura, aspra, a volte pericolosa. Pericoli
    dai quali Mike si lascia sedurre: grazie agli incontri clandestini comincia a guadagnare parecchi soldi, per poi scoprire che quello non è il mondo in cui vuole continuare a vivere. Sfortunatamente uscirne è più diffi cile di quanto Mike avesse immaginato. Presentato a Locarno dove Michele Venitucci è stato premiato col Pardo per la migliore interpretazione maschile, il primo lungo di fiction dell’italo elvetico Fulvio Bernasconi perimetra (ma senza corteggiarlo troppo nè farsene condizionare) un genere classico del cinema (americano in primis), il boxe movie che tanti illustri esempi e antenati vanta nel corso delle 15 riprese. Siamo a Trieste, città bellissima e cinematografi camente sensazionale, fotografata con accecante malinconia nelle sue pieghe più oscure e rarefatte, fondale e ring per questa parabola di sopravvivenza giovanile, non metaforicamente riletta nella violenza dello scontro e del corpo a corpo. Fratello e sorella (orfani in più), coppia tragica
    di alta teatralità ancestrale e lignaggio simbolico, percorrono i sentieri di ragno del disagio domestico, nello squallore di gesti
    sempre uguali che non portano da nessuna parte, nella fermentante ostilità dell’ambiente esterno, nel doloroso condominio metropolitano di una città ostile, un percorso affettivo e emotivo che si confi gura come una emblematica discesa agli inferi nell’Italia di oggi, disordinata, sconclusionata, ermetica alla speranza e impermeabile al sogno. Bernasconi tiene bellamente la non facile materia e tallona i suoi personaggi da molto vicino (non solo nelle sequenze sportivo pugilistiche) e imprime alla vicenda (i colori, i tagli di inquadrature, il ritmo del montaggio) il sordido rancore della rivincita che non arriva e sposta in avanti l’ago della bilancia quando il corpo è vuoto e non c’è più nulla da pesare.

    • Mercoledì 9 aprileore 21,30:  "MINEURS" di Fulvio Wetzl
      alla presenza del regista e dell’attrice Valeria Vaiano

    La storia dell’Italia del dopoguerra. Che passa dal sud e arriva al nord. Non solo Torino e Milano, le grandi fabbriche. Passa le Alpi e sfocia in Belgio. Le plat pays di Jacques Brel. Che più triste non si può. Che ci fa un sudista mediterraneo, sole e cuore, in quella terra di nessuno, battuta dal vento e intrisa di piogge e nuvole grigie? Ci va a sopravvivere, a mandare i soldi a casa, a mantenere la famiglia. I cafoni siamo noi italiani brava gente. Gli emigranti. I clandestini. I poveracci nelle baracche e sprofondati nelle miniere di carbone. Dove si muore di grisu e ci si ammala di silicosi. Neanche un’epoca fa. Appena dietro l’angolo. Anni sessanta. Tanta forza lavoro e tanto carbone per la nostra economia in odore di boom. Il fi lm di Wetzl sta dalla parte e dall’occhio dei bambini. Come insegnava il neorealismo i bambini ci guardano. E guardano
    cosa succede in questa metafora dell’esistenza con la loro ottica disinvolta, coraggiosa, sanamente possibilista. Dalla Lucania in Belgio il viaggio è lungo. Tre giorni di sofferenza, sudore e immane fatica. Da un vagone all’altro. Da una stazione all’altra. Sradicati dalla loro terra gli uomini e le donne e i bambini di Wetzl, che nascono da storie vere e testimonianze dirette, vivono una quotidianità dura e epocale, semplice e crudele, mista di rabbia, dolore, passione, povertà, voglia di farcela. Wetzl fa un cinema civile. Impegnato. Sollecito. Documentato. Trasparente. Attento alle storie e alle psicologie dei suoi personaggi. Mai abbandonati e sorteggiati a caso. Una sensazione di coerenza morale prima che visiva emana dal suo cinema, visto e contrappuntato dallo sguardo “debole??? dell’infanzia. Prodotto coinvolgendo diciassette
    istituzioni, dalla Basilicata al Limburgo, girato nei luoghi veri che quegli uomini videro in casa e stranieri, addolcito dai riferimenti ai versi del poeta Sinisgalli e alle immagini di Paul Meyer (celebre documentarista fi ammingo), Mineurs, che nel titolo francese raccoglie emblematicamente la doppia valenza di signifi cato “minori??? e “minatori???, è interpretato oltre che da un gruppo di ragazzini tra i dieci e i dodici anni, da Valeria Vaiano (che fi rma anche la
    sceneggiatura) e da Franco Nero in gran forma.

    • Venerdì 18 aprileore 21,30 "DILETTOINLETTO" di Marco Carniti
      alla presenza del regista

    Una grande metropoli. A perdita d’occhio. La città è un albero di natale pieno di luci. Sulla terrazza di un grattacielo si presenta un nuovo avveniristico mezzo di comunicazione destinato a cambiare il mondo della pubblicità. La tecnologia fa miracoli: una lente che attraverso l’uso di un satellite potrà proiettare marchi e slogan sulla faccia della luna. Fantascienza e mondo globale al fi anco di piccole miserie umane. Il consumatore non avrà scampo ma anche i rapporti personali e sentimentali slitteranno sul tabooga della alienazione, incomunicabilità, infelicità. La donna ambiziosa e manager si muove sinuosa e sensuale per avvinghiare il maschio vittima a fini meramente commerciali e mercantili (nel senso più ampio del termine). Tutto si vende, tutto si compra. Anche l’anima. Figurarsi il corpo. L’uomo resiste alle avances, abbandona la terrazza, attraversa la città e incrocia il proprio destino a quello di altri personaggi fi nchè il cerchio si chiude e la notte lascia spazio all’alba. Ispirato al letterario “Girotondo??? di Arthur Schnitzler il fi lm svolge il gomitolo di dieci storie (diverse? identiche? parallele?) per altrettante anime belle e perse, ruotanti sull’asse della sessualità, motore permanente e inceppato. Un affresco lisergico e acido, frantumato sulle mille luci della metropoli, la decadenza dell’impero (sessuale) americano, le sue pulsioni, il senso di svuotamento, la perdita del desiderio, la frantumazione del gioco della seduzione trafi tto da parole tristi come aids, droga, malattia, solitudine, nevrosi, immigrazione. Tutto in una notte per sfuggire al senso di vuoto e rinascere oltre il caos e il rischio di annullamento. Comico e paradossale, girato con perizia e sveltezza, l’opera prima di Marco Carniti incalza un mondo alla rovescia, pedina la malinconia di un millennio senza troppo futuro, manipola la convenzione del progresso come necessario sbocco creativo, ricuce lo strappo generazionale con catartico spessore fisico. Una macchina da presa al servizio di geometrie variabili e accese mutazioni ambientali.

    • Sabato 19 aprileore 21,30 "LETTERE DALLA SICILIA" di Manuel Giliberti
      alla presenza del regista e dell’attore Paolo Lorimer

    Un gruppo di viaggiatori inglesi sbarcato sull’isola e diretto a Segesta si accinge a vivere una esperienza che il Grand
    Tour in Italia ha reso familiare agli intellettuali di quell’epoca. La classicità della tradizione greca riscoperta con gli occhi dell’individuo moderno. In realtà i nostri si troveranno costretti a confrontarsi con qualcosa di inaspettato e che trasformerà il viaggio in una esperienza interiore. Il gruppo è formato da Sir e Lady Warwick, una coppia di aristocratici vittoriani, accompagnati dalle figlie Victoria e Penelope e dal fi danzato di Victoria, il giovane Morgan. L’incontro con le infl uenze degli antichi luoghi siciliani e le loro suggestioni, gli incontri con i personaggi che caratterizzeranno il viaggio, metteranno in gioco i rapporti tra i personaggi spingendo la vicenda, che si svolge interamente nell’arco di ventiquattro ore, ad un epilogo che si rivelerà drammatico ed inatteso. Il siracusano Manuel Giliberti gira un’opera prima intensa e stilisticamente notevole, impreziosita da location suggestive di grande e naturale impatto visivo, un fi lm sostenuto dalla forza di un coerente impianto teatrale (vedi l’unità di tempo e l’impiego di attori provenienti dal palcoscenico) che si snoda come un frastornante romanzo di formazione, illuminato dai sapori colori frastuoni retaggi di una terra antica, mitica e misteriosa. Un percorso interiore di crescita e affermazione di sé, folgorato sulla via classica di Segesta la scoperta di sé, l’educazione sentimentale, la lotta contro l’ipocrisia e il conformismo, in un contrasto non solo geografi cromatico, ma anche sociale e culturale, che vede da un lato il mondo vittoriano dell’Inghilterra evoluta di metà 800 e dall’altro la naturale antichità di una Sicilia arcaica che cerca di ritrovare il proprio passato per acquisire dignità di società moderna. Non secondario in questo quadro espressivo, anche pittoricamente colto e defi nito, l’apporto della colonna sonora.

    • Mercoledì 23 aprileore 21,30:  "ANIMANERA" di Raffaele Verzillo
      alla presenza del regista

    Il rispettabile amministratore di condominio Enrico Russo (Antonio Friello), è in realtà un serial killer pedofi lo. Un poliziotto, un magistrato ed una psichiatra tentano di arrestare il suo scempio, ma è diffi cile scoprire la vera identità di un mostro che si confonde nella normalità di una vita apparentemente sana. Un giorno Enrico incontra Andrea, un bambino sensibile e trascurato dalla famiglia, nel quale rivede se stesso. Vuole proteggerlo, prendersi cura di lui paternamente per ritrovare così la purezza negata alla sua infanzia.
    Ma il suo istinto bestiale ha il sopravvento e anche l’amato Andrea diventa una vittima sacrifi cale. Saranno gli investigatori,
    per puro caso, a coglierlo nell’atto dell’esecuzione. In tempo? Ci vuole coraggio a fare un fi lm su un tema come questo, che
    resta tabù a dispetto del giro di denaro sporco che muove, delle ramifi cazioni internazionali che coinvolge, della rete di omertà
    che circola e lo protegge. Un fi lm che spaventa e intimorisce chi ha paura di guardare la realtà e chiamare le cose col loro nome. Ma che ha ottenuto, unanime, il plauso e il consenso di tutte quelle associazioni che si battono contro il crimine della pedofi lia e che invitano a vedere e discutere il fi lm. Non era facile per un regista, ancor più esordiente, misurarsi con questa muraglia culturale. Affrontare col giusto “fi ltro??? e il giusto impegno un tema così scivoloso, sensibile e delicato. Verzillo ci riesce a superare ostacoli e trabocchetti e a impaginare un racconto che si tinge di atmosfere dark, un thriller psicologico che dà la caccia al crimine, come da copione, con sontuosa violenza metropolitana, acre e subdola, scansione contrappuntistica, i tempi giusti, la tensione a fior di pelle, l’incalzante disagio del bene che non si sa se ce la fa a arrivare in tempo a sconfi ggere il male, ispirandosi in alcune parti al libro di Frassi “Il predatore di bambini??? e dialogando sia coi polizziotteschi anni settanta che coi classici tipo Il silenzio degli innocenti.

    Rassegna a cura di: Gianna Bandini, Gabriele Rizza
    con la collaborazione di: Carlo Coda, Enrico Gualandi.
    Si ringraziano: Piero Matteini, Alessandra Sarri.