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Vip, mio fratello superuomo

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Titolo: Vip. mio fratello superuomo
Nazionalità: Italia
Durata: 80'
Sceneggiatura: Bruno Bozzetto, Attilio Giovannini, Guido Manuli
Fotografia: Luciano Marzetti
Effetti: Luciano Marzetti
Musiche:
Cast:

VIP, MIO FRATELLO SUPERUOMO"

"Fra tutte le stirpi di superuomini la più gloriosa e potente fu certamente quella dei Vip, le cui radici affondano nella notte dei tempi… il loro nobile scopo fu sempre quello di salvare i deboli dagli oppressori".
Questo l’incipit dello strepitoso secondo film di animazione di Bruno Bozzetto "Vip, mio fratello superuomo???. I Vip per millenni sono stati "eroici, invincibili e... matrimoniabili", impalmando le belle eroine appena salvate e prorogando la specie. Per un tragico equivoco il penultimo Vip ha sposato una normale, gracile cassiera ( ma di super-mercato! ) dando vita, per la prima volta nella storia della famiglia, a due gemelli: Supervip e Minivip. Il primo è bello, invincibile, invulnerabile, vola negli spazi siderali, solleva montagne; il secondo è un mostriciattolo occhialuto dotato di alucce che gli consentono di svolazzare ronzando come un grosso coleottero. Minivip, irrimediabilmente invidioso e geloso del fratello, complessato per la propria inettitudine, decide di prendersi una vacanza in crociera. Naufragato assieme ad una bella ragazza su un isola apparentemente deserta, il nostro eroe viene rapito dalla temibile Happy Betty, regina dei supermercati ed aspirante dominatrice del mondo. Presto Minivip scopre che Happy Betty ha preparato dei super-missili in grado di annullare la volontà umana, spingendo le sfortunate vittime ad acquisti compulsivi nei suoi supermercati. Con l'aiuto del fratello, della bella Lisa e della debole Nervostrella Minivip cercherà di contrastare i piani demoniaci di Happy Betty e della sua grigia cricca di finanziatori, dimostrando di essere lui il vero eroe.

“Vip, mio fratello superuomo??? è forse il lungometraggio più celebre e riuscito dell'autore, in cui alla originalità della storia ed alla maestria tecnica dell'animazione si unisce un'azzeccatissima colonna sonora firmata da Franco Godi, con canzoni di Herbert Pagani. La caustica matita di Bozzetti non ha pietà per nessuno, colpendo i miti della società del Novecento: i super-eroi mascherati, la psichiatria, il capitalismo sfrenato e, soprattutto, la pubblicità, sirena ammaliante del Ventesimo secolo. Nonostante le pesanti ingerenze dei finanziatori americani, che imposero la presenza di Super Vip (assente nel piano originario) ed impedirono alcuni interessanti esperimenti grafici, il film si pone agli antipodi dell’animazione buonista e dolciastra disneyana. I quasi quarant’anni di età non pesano sulle spalle di questo lungometraggio che, anzi, acquista maggior valore di critica sociale proprio con il progressivo aggravarsi nel mondo attuale di elementi deteriori già presenti negli Anni Sessanta. All'epoca di Bozzetto la reclame era contenuta nello spazio delimitato ed invalicabile di Carosello; oggi dilaga ovunque, negli spot televisivi sempre più numerosi, nelle sponsorizzazioni di tutto e di tutti, nelle sovrimpressioni digitali durante gli eventi sportivi, fino ad imporre osceni tagli alla durata dei film per consentire l'inserimento dei messaggi pubblicitari. I simpatici cinesini geneticamente modificati (100.000 unità per un totale di 1.600.000 dita) sono piccoli ingranaggi sorridenti di una catena di montaggio che, nella sua volutamente improbabile disumanità (uomini cavia, fulminatori elettronici) costituisce un impeccabile meccanismo di ilarità per lo spettatore. Spettatore che non deve e non può, tuttavia, dimenticare come la moderna economia di mercato, nascondendosi dietro termini giuridici volutamente asettici, “delocalizzi??? il lavoro proprio in quelle aree dove gli operai, anche bambini, sono trattati molto peggio dei cinesini di Happy Betty.
L’aspetto grafico del film si distanzia notevolmente dai modelli americani all’epoca imperanti, cercando, e spesso trovando, il giusto equilibrio tra l’animazione completa della Disney e la schematica ripetitività e povertà delle altre case produttrici. Con “Vip, mio fratello superuomo??? Bozzetto prosegue nella sperimentazione di tecniche di commistione tra film dal vero ed animazione, segnando un notevole progresso rispetto “West and soda???. Di particolare interesse dal punto di vista tecnico è la scena del ballo in maschera, realizzata sovrapponendo e fotografando fotogramma per fotogramma immagini disegnate ed effetti luminosi, fondali ed oggetti animati. La pista da ballo si anima di personaggi danzanti sotto una pioggia di coriandoli e stelle filanti che appaiono ora a fuoco ora sfocati, come se effettivamente stessero passando davanti alla cinepresa di un operatore impegnato a riprendere la festa. Nella stessa scena, per dare maggior vivacità ai personaggi, Bozzetto sperimentò una nuova tecnica di coloritura, sostituendo alla tradizionale stesura piatta del colore la spugnatura del medesimo. I singoli fotogrammi assumono, quindi, sfumature diverse che, una volta effettuato il montaggio, danno al personaggio una buffo aspetto cangiante, con ombre e punti di luce che cambiano ad ogni istante. Tale esperimento, come già accennato, non piacque ai finanziatori americani e, pertanto, le scene in cui appare il colore spugnato sono pochissime.
di Ilaria Nannini

In nota
Il DVD è corredato da extra eccellenti tra cui una lunga intervista a Bruno Bozzetto che illustra, con l'aiuto di reperti dell'epoca, il procedimento di realizzazione di "Vip, mio fratello superuomo". Imperdibili per gli appassionati di animazione.