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MOSTRA NOVEMBRE STENSENIANO – Futuro: Presente estremo

 

L'Istituto Stensen ospiterà, dal 4 Ottobre al 16 Dicembre, la mostra d'arte contemporanea di Enrico Morsiani dal titolo Futuro: Presente estremo - Le invasioni barbariche (senza cavalli).
Da un lato le installazioni che operano sul backstage dell’istituto costituito da uffici e magazzini per confrontarsi con il passato e il presente della Fondazione; dall'altro la rappresentazione del declino politico-sociale, ispirato dal successo delle lotterie “gratta e vinci”.

 

 

 

L'esposizione è una lente che riflette sul concetto di tempo e di declino, delineando in avanti e a ritroso, dal locale al globale, un itinerario di dialogo in cui il pubblico misurerà la “tensione” della propria speranza per il futuro e insieme scoprirà per immagini, l’identità temporale (nascosta) dello stesso Istituto.

 

 

 

Enrico Morsiani
FUTURO: PRESENTE ESTREMO
Le invasioni barbariche (senza cavalli)

 

 

 

Mostra di arte contemporanea a cura di Sofia Ciuffoletti e Michele Crocchiola

 

 

 

Il progetto di Futuro: Presente estremo riprende la forma della committenza e del tema generale del Novembre Stenseniano 2008. E' stato chiesto ad un giovane artista della scena nazionale, Enrico Morsiani, conosciuto per operare negli spazi chiusi - fisici e mentali - della propria quotidianità di lavorare sul concetto del Futuro. Quello che interessava era l’elaborazione di un’orizzonte dialettico, una mostra che, uscendo dall’estetica pura, entrasse nell’ermeneutica artistica e nello spazio libero del dibattito.

 

 

 

La mostra si sviluppa secondo due percorsi, per il primo, composto da varie installazioni, Morsiani si è limitato fisicamente all’interno dell’Istituto Stensen e, invece di seguire una strategia creativa tradizionale, ha deciso di operare sul backstage dell’istituto, costituito da uffici e magazzini. In questo modo l’artista ha scelto di confrontarsi in modo frontale ed estremo con il passato e il presente della Fondazione che lo ospita, rifiutando un’idea di “crescita creativa” e confrontandosi forzatamente con un’idea di “declino creativo”.

 

 

 

La rappresentazione del declino politico-sociale, ispirato dal successo delle lotterie “gratta e vinci” è il leit-motiv del secondo percorso. Tale successo risponde perfettamente alle logiche predominanti del primato del soldo e del benessere senza sforzo, a scapito spesso di una progettualità etica. Nelle quattro opere presentate il futuro individuale si confronta incidentalmente con la retorica di un futuro collettivo, stimolando la tensione del voler grattare, per pura frenesia e cupidigia, alcuni loghi eretti a simbolo di speranza per l’umanità. Le quattro installazioni (in pvc, gratta e vinci e protette da pannelli in plexiglas) sono un monito al generale (dis)prezzo della speranza inteso come predominanza del valore economico attribuito anche agli ambiti politici e sociali e quindi al conseguente discredito che ottengono, una volta analizzati con criteri che non gli sono propri. Queste e altre interpretazioni sono veicolate però dalla tensione individuale del visitatore, anche distratto, che, inutile negarlo, sarà tentato dal grattare i cartoncini colorati anche solo per pura curiosità. L'esaurimento di questa tensione si avrà nella condivisione collettiva del grattare attraverso una performance videoregistrata a pochi giorni dalla fine della mostra. Le facciate nascoste dei cartoncini stampati dai Monopoli di Stato saranno svelate e gratta, gratta i simboli eretti a speranza per l'uomo potranno liberarsi dall'inquietudine di un valore economico indefinito per tornare ad avere una corrispondenza con il potere del soldo.

 

 

 

L’esposizione è visibile al pubblico contemporaneamente alle attività dell’Auditorium o su appuntamento telefonando al 055/57655, fino al 16 dicembre presso lo spazio espositivo dell'Auditorium Stensen in Viale Don Minzoni 25/C a Firenze