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La sfida del samurai


Titolo: La sfida del samurai
Nazionalità: Giappone
Durata: 110 min.
Sceneggiatura: Ryuzo Kikushima, Akira Kurosawa
Fotografia: Kazu Miyagawa
Effetti:
Musiche: Masaru Sato
Cast:
Toshirô Mifune ... Sanjuro (il samurai)
Eijirô Tono ... Gonji (il taverniere)
Kyu Sazanka ... Ushitora
Takashi Shimura ... Tokuemon
Tatsuya Nakadai ... Unosuke
Yôko Tsukasa ... Nui
Isuzu Yamada ... Orin
Daisuke Katô ... Inokichi
Seizaburô Kawazu ... Seibei
Hiroshi Tachikawa ... Yoichiro
Kamatari Fujiwara ... Tazaemon
Ikio Sawamura ... Hansuke
Atsushi Watanabe ... il becchino


Un bastone gettato in aria ad un crocicchio, la strada da percorrere sarà indicata dalla sorte. Così un Samurai senza padrone, senza patria, senza quattrini giunge in un villaggio desolato, immiserito dalla faida tra due bande di yakuza rivali, arricchitesi con commerci illeciti in alcool, seta e prostituzione. Offrendosi come guardia del corpo (Yojimbo in giapponese) ora all'uno ora all'altro capobanda e tradendo sistematicamente entrambi, il Samurai aizza l'odio tra i due clan, spingendoli al progressivo, reciproco annientamento. Quale interesse, impulso, desiderio di vendetta o di giustizia motivi il comportamento del protagonista non si saprà mai. Il Samurai agisce apparentemente per denaro, verso il quale ha però un atteggiamento di distaccata trascuratezza; uccide con lucidità e determinazione i suoi nemici ma non esita a mettere a repentaglio la vita per salvare una poveretta e la sua famiglia dai ricatti e dalle morbose attenzioni di uno yakuza.
Akira Kurosawa rende omaggio al Far West ed al suo cinema, trasponendone ambientazioni e personaggi , eroi solitari e banditi, peones e prostitute nel Giappone feudale Non un semplice western “in salsa nipponica??? ma una intelligente rielaborazione del genere, asciutta, essenziale, priva dei toni trionfalistici ed auto-celebrativi di molte produzioni americane. Un film dove all’improbabilità della trama in generale e delle gesta del protagonista in particolare, guerriero dalla lama fulminea in grado di prevalere sulla velocità delle armi da fuoco, si affianca una descrizione realistica dei paesaggi, del villaggio cadente, dei cenciosi abitanti e dei variopinti yakuza. Non manca, come in ogni opera di Kurosawa, un accenno di critica sociale, evidente nel tratteggio dei rappresentanti della legge, incapaci per viltà e meschino tornaconto personale di opporsi alle ingiustizie dei potenti; e se il malcapitato, goffo poliziotto del villaggio porta al riso per l’ostentato, piagnucolante servilismo verso gli yakuza, non altrettanto si può dire per il funzionario governativo, corrotto esponente di una società edonistica dedita ai piaceri della carne, viaggiante in portantine eccessivamente di lusso.
“La sfida del samurai??? pur essendo un film appassionante, intelligente, a tratti commovente non ha mai goduto in Occidente della giusta fama, surclassato in termini di incassi cinematografici e passaggi televisivi dal remake che a distanza di pochi anni ne fece Sergio Leone girando “Per un pugno di dollari???. Sorvolando sulla diatriba anche legale che per lungo tempo ha contrapposto i due registi, varrebbe la pena di riproporre entrambi i film alla visione del grande pubblico, per consentire ad ognuno di apprezzare pregi e difetti di due opere identiche nella trama ma diverse sotto il profilo recitativo e registico.
A cura di:
Ilaria Nannini