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Annette Schreyer – Commento alla mostra I am not me

"I am not me"
© Annette Schreyer
Nel corso degli anni, la professione di fotografa mi ha portata a dedicarmi a dei progetti di carattere sociale e di costume. La vita contemporanea con la varietà dei suoi aspetti belli e curiosi, ma anche con le sue problematiche, è ciò che mi interessa di più. Data l’attualità dell’argomento, sentivo il bisogno di occuparmi di un fenomeno della nostra cultura che costituisce un problema importante per un numero crescente di  adolescenti e persino bambini: i disturbi del comportamento alimentareMalattia che nella nostra società è ancora sottovalutata, nascosta, discreditata.
Ho cercato il contatto con dei pazienti che soffrono di questa patologia e mi è stato concesso di lavorare nel dipartimento per i disturbi alimentari all’interno della casa di cura “Villa dei Pini” di Firenze.

In questo centro le ragazze mi raccontano che non riescono più a vedersi: le figure che vedono quando si guardano nello specchio non sono loro. Gli occhi grandi dallo sguardo vuoto,  – non si riconoscono più. Così mi chiedono di fargli vedere, con l’aiuto della macchina fotografica, come sono “veramente”. Vivendo con un disturbo alimentare hanno perso la percezione reale dei loro corpi, conoscono solo la malattia e ciò che la malattia gli fa credere. Cibo e restrizione costituiscono il centro della loro vita e ogni rapporto, con il mondo esterno e con se stessi, è condizionato dalla percezione del proprio corpo. Alcune decidono di mettersi in gioco: si espongono al mio obiettivo per scoprire l’immagine più “reale” possibile. Capiscono che guardarsi attraverso un mezzo artistico, la cui resa va oltre il proprio riflesso nello specchio, può essere un modo diverso per osservarsi e - forse - ritrovare una percezione più oggettiva di se stessi. Per  ricominciare ad avvicinarsi, lentamente, alla realtà.
La fotografia non è mai del tutto oggettiva, rappresenta piuttosto una realtà soggettiva, è un ritaglio della vita e quindi sempre interpretazione. Ma nonostante questo, le pazienti definiscono le loro immagini fotografiche più reali di ciò che vedono nello specchio. Il momento in cui hanno potuto guardare per la prima volta le proprie foto è stato un momento di verità – terribile, ma allo stesso tempo un passo coraggioso nel ritorno verso la vita.

La mostra “I am not me” presenta una selezione di 20 foto scattate nell’ambito di questo progetto.

 
ANNETTE SCHREYER dipl.dram.univ.
Photographie & Dramaturgie

Germany: (+49) 173 4739881
Italy: (+39) 340 2283160
mail: Annette_Schreyer@yahoo.com
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