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Romanzo Criminale


Nazionalità: Italia - Francia - GB - USA
Durata: 152 min.
Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Giancarlo De Cataldo, Michele Placido
Fotografia: Luca Bigazzi
Effetti: Claudio Napoli, Proxima S.r.l.
Musiche: Paolo Buonvino
Cast: Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Jasmine Trinca, Riccardo Scamarcio, Gianmarco Tognazzi, Toni Bertorelli, Anna Mouglalis
Tratto dall'omonimo romanzo pseudo-cronachistico di Giancarlo De Cataldo, best seller delle passate stagioni, il film di Michele Placido si avvale della ormai tradizionale presenza di Rulli e Petraglia (La meglio gioventù) per la sceneggiatura e della fotografia di Bigazzi, nonché di un cast che annovera molte delle giovani (e meno giovani) star del cinema italiano.
Il Libanese (Pierfrancesco Favino), il Freddo (Kim Rossi Stuart) e il Dandi (Claudio Santamaria) sono i tre protagonisti principali. Figli della Roma borgatara, lupi affamati in cerca di soldi e di riscatto, diventano feroci criminali nella capitale degli anni '70. Il loro sogno è conquistare Roma e i suoi racket. Dopo anni di piccola delinquenza, il Libanese escogita l’idea che permetterà al gruppo di farsi un nome e una posizione all'interno dell'ambiente malavitoso: rapire il Barone Rosellini e chiedere un forte riscatto da reinvestire nell'acquisto di eroina. Ma questo è solo il primo di una lunga serie di crimini, che, dal traffico di droga alle estorsioni e alla connivenza con mafia e servizi segreti deviati, passando dal rapimento Moro alla strage della stazione di Bologna, segneranno la storia di Roma e dell'Italia degli anni '70 e '80. I ragazzini che un tempo giocavano a guardie e ladri sulla spiaggia sono cresciuti, diventando tristemente famosi come la Banda della Magliana.
Un film di 2 ore e mezzo (che in origine erano addirittura 3, in quanto mezz'ora è stata tagliata, anche se reintegrata per la versione tv) non è bastato a svelare e chiarire tutti i retroscena del periodo forse più oscuro del nostro paese: l'Italia del brigatismo e dell'eversione di estrema destra. Del resto, fare chiarezza su quegli anni è un'impresa assai ardua e ormai purtroppo improbabile, per cui il film riesce bene a rendere lo spaesamento e l'incertezza vissuta in quel periodo. La Banda, infatti, gestiva loschi traffici con la complicità di alte gerarchie statali, servizi segreti e "oscure eminenze", incarnate nel film dall'avvocato Carenza (Gianmarco Tognazzi) e dal misterioso personaggio splendidamente interpretato da Toni Bertorelli (ormai a suo agio in ruoli inquietanti, come in quello del Conte Bulla ne L'ora di religione di Bellocchio). Michele Placido e i suoi sceneggiatori lasciano supporre anche che il gruppo della Magliana sia stato usato dall’alto come agente destabilizzatore, all’interno dell'ottica della strategia della tensione.
Non poteva certo mancare, in un film ambientato in anni fortemente politicizzati, una chiara caratterizzazione della Banda in questo senso: il Libanese parla del Duce e ne possiede un busto bronzeo; il Nero (Riccardo Scamarcio), killer fanatico, è un lettore di Julius Evola, autore di testi ispiratori di tanti giovani neofascisti e terroristi neri (famoso è il processo contro i Far, dal quale però Evola uscì pulito).
Tra i personaggi di contorno spicca Anna Mouglalis nei panni di Patrizia, splendida e gelida Dark Lady, donna del Dandi e amante del commissario Scialoja, interpretato da un ambiguo e convincente Stefano Accorsi. Ma su tutte emergono le interpretazioni di Favino, attore troppo spesso sottovalutato, nel ruolo del Libanese e soprattutto di Kim Rossi Stuart, il Freddo, malinconico e romantico capo della Banda, innamorato della candida Roberta (Jasmine Trinca), nonché unico personaggio che sembra mostrare rimorsi o, comunque, un desiderio di espiazione.
Efficace è la regia di Michele Placido, capace di far scorrere bene le due ore e mezzo del film, mantenendo il ritmo per l'intera durata della pellicola (peccato solo per la sequenza della strage di Bologna, non molto riuscita). Un film notevole e con grandi interpretazioni, che si pone sulla scia del cinema degli anni '70 di impegno civile di Petri e Rosi e che coniuga il puro intrattenimento con l'analisi di eventi ancora poco conosciuti, che hanno macchiato del sangue di innocenti la nostra storia e le piazze di tante città.
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