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Cinema

Film Database

Il mondo addosso


Nazionalità: Italia
Durata: 90 min.
Sceneggiatura: Costanza Quatriglio
Fotografia: Vladan Radovic
Effetti:
Musiche: Vladimir Denissenkov
Cast: Mohammad Jan (Ragazzo Afghano), Cosmin (Ragazzo Rumeno), Inga (Ragazza Moldava), Josif (Ragazzo Rumeno)
L’invisibilità è una grande rete che si estende lungo le nostre strade, intrecciandosi con le quotidianità della nostra vita e che viene a galla quasi solo in un mare di retorica; potrebbe essere nella decorazione della torta che abbiamo appena portato a casa, eppure non si svelerà mai. Costanza Quatriglio questa invisibilità sembra averla incontrata per caso: era sulle tracce dei diritti perduti di tanti minori che, fuggendo per il mondo in cerca di un posto dove vivere, finiscono del tutto casualmente in Italia. Ce l’ha svelata in “Il mondo addosso???, raccontandoci le vicende di quattro ragazzi nella delicata fase di passaggio verso la maggiore età.
La vita ha già riservato loro i dolori della povertà, della perdita della famiglia, dell’emarginazione, la disperazione li ha portati ad uscire allo scoperto e chiedere aiuto; ora, da una condizione di protezione di cui godono in quanto minori, passeranno ad affrontare le difficoltà di essere maggiorenni, quindi ritenuti responsabili di se stessi, ed extracomunitari in una società “aliena???.
Questi adolescenti non suscitano la nostra compassione come i bambini: sembrano già adulti, capaci di cavarsela e di trovare una propria via nella vita, mentre soffrono delle stesse insicurezze e degli stessi dubbi dei nostri ragazzi; sono timidi davanti ad un annuncio di lavoro, temono ciò che non comprendono e si emozionano increduli davanti ad una lode. Qualcuno, fortunatamente, li affianca; quel chiedere aiuto ha dato loro molto più di un pasto ed un letto pulito: ha offerto l’opportunità di ricevere un’istruzione, imparando la lingua del posto ed un mestiere e, soprattutto di incontrare un paziente “manuale d’uso??? fatto di persone, capace di svelare i rischi della condizione di minori senza accompagnatori, di ricordare loro che hanno dei diritti e che possono scoprirli, esercitarli, insegnarli ad altri. “È qui che affermo che le vite dei giovanissimi stranieri riguardano tutti noi, sono la premessa di ciò che il nostro paese si prepara ad essere, guardando al futuro in termini di progettualità concreta, di paese dove la parola multietnico non è slogan, ma sforzo comune, basato sulla condivisione dei destini e non solo sulla appropriazione delle risorse umane e della forza lavoro??? dichiara la regista. Colpiscono, infatti, tanti piccoli dettagli di sfondo, tramite i quali la Quatriglio indirettamente dà spazio ai centri d’accoglienza, alla pazienza ed alla cortesia di impiegati, volontari, datori di lavoro che si preoccupano di spiegare e di esser capiti, di illustrare le regole e le convenzioni di una società che si dà per scontata, di seguire una vera e propria formazione umana e civile di questi ragazzi che saranno i futuri cittadini di questo paese. Un’apparente sconfitta - la trappola di un lavoro in nero o una patologia che ritarda la possibilità di trovare un contratto - si trasforma in un’occasione per scoprire, comprendere e ripartire più preparati perché, pur senza una famiglia, si può non essere soli; se questo non allevierà il dolore, quanto meno insegnerà a sopravvivere a chi, per farlo, ha rinunciato a tutto.
Non tutti ce la fanno e la regista giunge dove le istituzioni e gli enti non possono più arrivare. Il caro prezzo di una scelta sbagliata, dettata da quell’insicurezza che rifugia ogni adolescente nel gruppo, come nel caso di Josif, porta quasi a sottolineare che anche nell’invisibilità si può continuare a sparire.
La regista, senza mai distaccarsi dal rigore formale che il documentario richiede, fraziona la narrazione con immagini significative, illustrando i movimenti di treni in stazione o il rientro serale delle vetture quasi vuote dei tram. Immagini eloquenti non solo della solitudine e dell’invisibilità del mondo dei migranti, ma anche della dimenticanza di quel mondo di tecnici ed operai a cavallo tra un’ordinaria società diurna ed il suo backstage.
a cura di:
Valeria Cicerone