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Cultura

Il Religioso Contemporaneo

2007 – Etica e Religioni

Etica e religioni. Modelli di mondo, sistemi di pratiche, imperativi morali.

 

L'Istituto Stensen ha organizzato tre incontri di approfondimento sui rapporti tra Etica e Religioni, come presenti nelle diverse tradizioni intellettuali e religiose del mondo.

Questi argomenti, saranno affrontati alla presenza di numerosi ospiti. Gli appuntamenti sono fissati per Sabato 3, 10 e 17 Marzo dalle ore 17.00 alle ore 20.00 presso il nostro Auditorium. Ingresso libero.

 

 

Programma degli incontri:

 

  • Primo Incontro - SABATO 3 MARZO:
    Etica e Islam
    Alessandro Vanoli, Università di Bologna
    Etica e Induismo
    Federico Squarcini
    , Università di Firenze

  • Secondo Incontro - SABATO 10 MARZO:
    Etica e Taoismo/Confucianesimo
    Attilio Andreini
    , Università di Venezia
    Etica e Cristianesimo
    Pietro De Marco, Università di Firenze

  • Terzo Incontro - SABATO 17 MARZO:
    Etica e Buddhismo
    Francesco Sferra
    , Università l'Orientale di Napoli
    Etica e Ebraismo
    Ida Zatelli, Università di Firenze


L’orizzonte tematico degli incontri:

 

L'etica è quell'ambito del sapere che tratta, analizza e discerne i vari aspetti della condotta umana, proponendosi come la fonte dei criteri in base ai quali si debbono esaminare e giudicare le scelte, le pratiche e i comportamenti. Avendo a che fare con il comportamento (ethos) - e dunque con i costumi, le prassi e le usanze - l'etica è in stretta relazione al modo in cui si concepiscono e giustificano i modelli comportamentali. Quest'ultimi sono anche stati, dalle epoche classiche a oggi, il "luogo" privilegiato dei diversi discorsi religiosi, i quali vedevano proprio nella possibilità dell'orientamento dei comportamenti la dimostrazione della loro efficacia. In questo senso le religioni possono essere intese come proponitrici e depositarie di differenti approcci etici rispetto a un medesimo campo di pratiche.

A tal riguardo, le diverse tradizioni religiose hanno speso considerevoli risorse nella produzione di questi sistemi pratico-comportamentali complessi, ponendosi come fine l'istituzione di norme, regole e principi condivisi. Ecco che, fin dalle epoche antiche, le differenti religioni del mondo, consapevolmente votate alla significazione del mondo, hanno contribuito in maniera notevole alla costruzione etica delle società di cui partecipavano.

Oggi, tuttavia, anche al seguito delle recenti rivoluzioni economiche, culturali, antropologiche ed interpretative, i discorsi etico-religiosi che miravano a produrre e riprodurre i diversi 'modelli di mondo' condivisi e da condividere sono sensibilmente arretrati e appaiono a molti poco persuasivi. Il livello del contendere etico-religioso sembra ora passato da quello della pretesa consapevole di chi progetta  e promuove dei sistemi di convivenza imperniati su di una complessa nozione di 'autonomia', a quello della consegna del soggetto a un sistema di pratiche deleganti, le quali lo consegnano a delle ingovernabili forme di 'eteronomia'.

In questo passaggio fra livelli c'è chi intravede una sorta di miopia progettuale, incapace di leggere nell'odierna enfasi circa l'appagamento delle esigenze e dei bisogni del singolo un segno della crisi della sua stessa autonomia, dal momento che è proprio questa enfasi  a inibire la riflessione sull'origine o sull'evoluzione delle sue stesse aspettative e dei suoi desideri (i quali sono invece  considerati come statutari e dati).

Nella serie di incontri qui presentati intendiamo partire da queste considerazioni per poi arrivare a porci alcuni interrogativi nodali: il cambiamento prospettico delle etiche religiose così brevemente delineato è stato effettivamente tale? Se si, che cos'è che è cambiato nei propositi etici delle diverse religioni nel passaggio dall'antichità alla modernità? In che senso siffatto cambiamento ha modificato o variato l'efficacia stessa del discorso religioso e della sua condivisibilità? E infine, quanto serve, ai fini dell'effettivo proseguimento futuro del progetto dell'homo religiosus, riflettere sulle logiche e sulle pratiche di questi mutamenti?