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Piccola pesca


Titolo: Piccola pesca
Titolo originale: Piccola pesca
Anno: 2004
Regia di: Enrico Pitzianti
Nazionalità: Italia
Durata: 80 min.

Sceneggiatura: Enrico Pitzianti
Fotografia: Enrico Pitzianti

Musiche: Laura Inserra, Santi Pulvirenti, Titti Smeriglio
Contatti:
Cast:
Luciano Marica & i pescatori di S. Anna Arresi, Teulada, S. Antioco, S. Giovanni Suergiu, Buggerru, Portoscuso, Calasetta, Carloforte.

Note/Curiosità:
In Sardegna i No-global e alcuni movimenti ambientalisti si sono rifiutati di vedere il film perch? proiettato in cinema multisala appartenenti a delle note multinazionali.
L’ isola de La Maddalena ( altra base militare in territorio sardo ) non è stata occupata abusivamente dall’esercito americano, ma è stata ad esso "regalata" dallo stato italiano quale ricompensa per l’ intervento degli USA in aiuto del popolo italiano durante la seconda guerra mondiale.
Disponibile anche in
Ci sono tre modi che hanno le persone di vedere la Sardegna: il primo è come luogo di villeggiatura, di bellissime spiagge e di splendido mare; il secondo (quello degli abitanti dell’ isola) è come fonte di sostentamento mediante le attività di agricoltura e pesca; il terzo è come “ portaerei gigante che non si può affondare???.Uno di questi tre modi non può assolutamente andare d’ accordo con gli altri due: è facile intuire quale sia…
Il film di Enrico Pitzianti parla proprio della situazione in cui sono venuti a trovarsi i pescatori della zona del Basso Sulcis e particolarmente quelli di Capo Teulada, luogo prescelto fin dagli anni ’50 per la costruzione di un poligono militare che nel corso degli anni ha visto come inquilini prima gli americani, poi gli inglesi e, infine, gli italiani.
Si parla di qualcosa come 7500 ettari di territorio sacrificati per scopi militari col benestare del governo di Roma e di alcuni politici locali: 7500 ettari delimitati sulla terraferma da filo spinato e muri di cemento e in mare da un tassativo divieto di transito e, soprattutto, di pesca. Dal 1997, infatti, le restrizioni per quest’ultima attività sono sempre più severe e hanno messo in crisi chi di pesca vive: tanta gente comune che butta e ritira reti sempre più vuote di pesci nelle zone consentite e che saprebbe per certo dove pescare di più, se non fosse per quei maledetti divieti! Ad aggravare ulteriormente la situazione si può aggiungere che le armi dell’ ultima generazione sono costituite dal drammaticamente noto “uranio impoverito??? che ha già provocato morti tra civili e militari in varie parti del mondo e che nel sud di questa regione sta facendo innalzare esponenzialmente il numero dei malati di tumore.
Lo scopo della pellicola è quello di far prendere coscienza in primo luogo ai sardi stessi di quello che sta accadendo nella loro terra, sperando in una protesta o, meglio ancora, in una mobilitazione popolare che già in altre parti del mondo ha portato allo smantellamento di queste basi militari. Onestamente viene da chiedersi: quanti sardi o italiani sono a conoscenza di questa situazione? Credo molto pochi…Sicuramente sapevano quelle persone alle quali sono state tolte terre e abitazioni per permettere alle potenze mondiali di poter svolgere i loro giochi di guerra. Non importa certo essere nei loro panni per capire che tutto questo è inammissibile e che sia venuto il momento di fare qualcosa. Un film “ socialmente impegnato??? come questo può riuscire a smuovere qualcosa ed è sicuramente importante che altri film di questo tipo continuino ad essere prodotti e realizzati in un paese come il nostro che, negli ultimi anni, ha visto scarseggiare pellicole “di denuncia???. In Inghilterra, ad esempio, pellicole simili sono prodotte dalla BBC, mentre in Italia chi si azzardi ad andare cinematograficamente controcorrente non riesce a trovare neanche un soldo; e qualora anche riuscisse a trovare finanziamenti, si dovrebbe poi scontrare con i problemi relativi alla distribuzione nelle sale. Il film di Pitzianti è infatti uscito al cinema soltanto in alcune parti della Sardegna, a Roma, a Milano e a Torino: per il resto d’Italia non resta che sperare nell’ home video (come, purtroppo, accade spesso per film come questo…). Il punto di partenza sta proprio in questo: affinch? qualcosa cambi è necessario che più persone possibile vedano, sappiano e (soprattutto…) capiscano.A cura di
Francesco Somigli