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Terminator 3 – Le macchine ribelli

Titolo: Terminator 3 -le macchine ribelli
Titolo originale: Terminator 3 - Rise of the Machines
Anno: 2003
Regia di: Jonathan Mostov
Nazionalità: USA/Germania
Durata: 109'

Sceneggiatura:
Fotografia: Don Burgos
Effetti: F
Musiche: Marco Beltrami
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Il nuovissimo (e bellissimo) T-X (Kristanna Locken) ultimo terminator sfornato dal futuro, è sulle tracce di John Connor (Nick Stahel), e ancora una volta al T-101 (Schwarzenegger) tocca fargli da bodyguard. Il giorno del giudizio sembrava essere ormai cancellato, invece è più vicino di quanto ci si possa immaginare e il futuro capo della resistenza umana non può morire.

Schwarzie unico reduce degli altri due film, c’è anche un cammeo di Earl Boen che appare per pochi secondi nella parte del Dr Silberman, trova al suo fianco, Johonatan Mostov (Breakdown , U-571) alla regia e M.Farris e J.D.Brancato (The Net-Intrappolata nella rete , The game) sceneggiatori col compito, assai ingrato, di rimanere fedeli allo spirito dei due precedenti episodi (ormai cult), senza però farne una copia scontata.

Pur essendo una pellicola da Blockbuster, alla fine il T.3 se la cava bene, soprattutto per merito di Schwarzenegger, monolitico come sempre, con qualche ruga in più non sconta cazzotti e raffiche di mitra a nessuno. Il risultato non è male. Come se fosse facile dirigere un film di “fanta cibernetica”, dopo gli epocali Terminator e Terminator II, ma soprattutto dopo Matrix, che condensa e supera vent’ anni di genere. Non si sofferma troppo sui caratteri, e tantomeno sul cyborg che più che una crisi di coscienza sembra avere una crisi di nervi che finisce per sfogare sul cofano di una macchina, il film comunque trae forza da un ritmo continuo, dalla fuga incessante, miscelando intelligentemente scene d’ azione ad alto contenuto di spettacolarità con battute spassose e un finale assolutamente sorprendente, che non delude neanche i fan più accaniti. Esaltante e divertente fino alla fine, scivola bene, ma trova inevitabilmente due “iceberg “ sulla sua rotta.

Cameron, il creatore, manca e si vede, mancano le atmosfere noir come il suo umorismo, manca il suo tocco di genialità, in un film che realmente si sente orfano di padre e a cui basterebbe un colpo di pistola alla testa (del suo protagonista) per autoterminarsi.

Terminator 3 conclude la trilogia, iniziata 19 anni prima, ma mai pensata come tale, spazzando via ogni dubbio sui paradossi temporali che avevano fatto da collante tra i primi due episodi. Il problema per realizzare quest’ ultimo (?) capitolo, e il motivo che ha richiesto tanto tempo, è sempre stato infatti, quello di evitare una sceneggiatura banale, ma che comunque facesse da sigillo alla storia. E’ il film più costoso della storia del cinema, soldi spesi soprattutto per gli effetti visivi della Light & Magic che effettivamente non sono niente male. Al botteghino non ha avuto un successo eclatante, ma all’uscita in Dvd ha venduto in soli tre giorni 8,5 milioni di copie e altri 4 milioni in Vhs sbaragliando i concorrenti.

Dopo il film, Schwarzenegger aveva promesso che se fosse stato eletto governatore avrebbe smesso di fare cinema. Così è stato, ma sinceramente avremmo preferito rivederlo sullo schermo nei panni di qualche eroe nerboruto, più che in doppio petto ad arringare gli elettori.

Scheda a cura di Federico Zisca