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Human Nature


Titolo: Human Nature
Titolo originale: Human Nature
Anno: 2001
Regia di: Michel Gondry
Nazionalità: Francia/Usa
Durata: 96 min.

Sceneggiatura: Charlie Kaufman
Fotografia: Tim Maurice-Jones
Effetti:
Musiche: Grame Revell
Contatti:
Cast:
Patricia Arquette, Rhys Ifans, Tim Robbins.


Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Esilarante e frenetico, Human Nature è la ricerca del lato primordiale e istintivo dell’ uomo e al tempo stesso di quello raziocinante e civile, ma sopratutto il tentativo vano e sconfortante di combinarli e controllarli.

Kaufman sembra essere lo sceneggiatore eletto dai registi di videoclip che tentano di fare il salto nel buio passando al grande schermo. Già complice del debutto con "Essere John Malkovich"di Spike Jonze (autore noto per il video Sabotage dei Beastie Boys), Kaufman questa volta affianca l’esordio di un altro genio della video-musica, questa volta europeo, Michel Gondry.

Il creatore di numerosi video di successo per Bjork, Beck, Rolling Stones, Radiohead, Chemical Brothers e altri, che nel misurarsi col lungo però sembra disorientato.

Ci si aspettava molto sopratutto dalle immagini, fluide, poco raffinate ma stupefacenti come nei suoi video, di grande impatto, ma in realtà non galvanizzano.

Inaspettatamente invece riesce a dare forma allo stile caotico della penna di Kaufman, dirigendo il cast ordinatamente, tenendosi sempre in bilico tra il grottesco e il melò.

I personaggi sono l’uno all’opposto dell’ altro ma allo stesso tempo riescono a essere il proprio e l’altrui compendio: Lila (Arquette) con il suo grave squilibrio ormonale, costretta all’ auto isolamento per riuscire finalmente a sentirsi accettata seppure solo dagli animali; Nathan (Robbins), scienziato represso alla costante ricerca del perfetto comportamento "umano", la scena a tavola con i topolini bianchi è fenomenale; e infine Puff, selvaggio allevato in una foresta da un padre folle che crede di essere una scimmia.

Uomini e donne con caratteri estremi, strampalati, ma allo stesso tempo uniti da un umanità fatta di fragili prospettive e ideali incerti. In continua lotta con loro stessi e con il mondo Lila, Puff e Nathan intrecciano relazioni sentimentali contorte e titubanti in cui spesso ci si rispecchia senza troppo sforzo.

Sebbene Gondry metta in scena una intreccio ai limiti del surreale, descrive con accuratezza le manie folli della nostra vita contemporanea , immiserita dal progresso incessante che ci priva degli istinti, lasciandoci al suo posto un mare di abitudini inutili e pratiche obsolete.

Secoli di Bon Ton e buone maniere raggelano il povero Puff, costretto a imparare a districarsi tra le numerose forchette alla destra del piatto. Cast straordinario: rigido ma profondamente confuso il Nathan di Tim Robbins; esasperato e indottrinato dai genitori adottivi è incapace di comprendere i propri sentimenti per Lila che, al contrario, riesce ad esprimerli ma nasconde il proprio difetto fisico e rinnega "il suo cuore" per amore e infine Puff, Ifans esilarante uomo-scimmia in grado di dare perfette dimostrazioni di s? davanti a pletore di studiosi e scienziati ballando il tango e discutendo di filosofia.