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Naqoyqatsi


Titolo: Naqoyqatsi
Titolo originale: Naqoyqatsi
Anno: 2002
Regia di: Godfrey Reggio
Nazionalità: USA
Durata: 89 min.

Sceneggiatura: Godfrey Reggio
Fotografia: Russell Lee Fine
Effetti: Jon Kane,Manuel Gaulot
Musiche: Philip Glas
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
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Il primo fotogramma del film ci fa subito capire quali sono le intenzioni del regista: la torre di babele rappresenta l’ umanità, analizzata in tutti I suoi vizi e le sue virtù in questo secondo episodio della trilogia (il primo è stato Koyanisqatsi e il terzo Powaqqatsi ) realizzata da Godfrey Reggio.
Per un’ora e mezzo non si parla ma, semplicemente, si guarda e si ascolta: una musica a tratti solenne e a tratti New-Age fa da sottofondo ad una sorta di “odissea nell’immagine???, un viaggio nel mondo dell’uomo, nei suoi sguardi, nelle sue espressioni e nelle sue azioni. Il fatto di aver utilizzato la Computer grafica ha sicuramente reso più semplice il lavoro del regista, anche se si avverte una certa freddezza in alcuni punti come, ad esempio, durante la carrellata dei volti noti ripresi da un museo delle cere. Il film è diviso in tre momenti: il primo (chiamato “Numerica.com??? ) analizza il linguaggio dell’uomo e il suo sviluppo attraverso la storia, dagli albori fino all’era di internet e dei computer. Il secondo (“Circus Maximus??? ) ci vuol invece far riflettere su quanto fama, successo e denaro siano al centro dei pensieri dell’uomo di ogni epoca; il terzo ci presenta i danni della velocità nella nostra vita quotidiana.
Questa semplificazione scritta rischia però di non farci comprendere a fondo il fluire del film e delle sue immagini: il trucco che dobbiamo scoprire per comprendere il messaggio è ben nascosto dietro a cascate di numeri, guizzi muscolari, radiografie, immagini in negativo,missili in partenza e bombe che esplodono.Non dobbiamo subito cercare di trovare un nesso logico a ciò che vediamo….tutte queste cose siamo semplicemente noi uomini, le cose che ci accomunano e (soprattutto ) quelle che ci dividono.
Il titolo (in lingua hopi) si può tradurre all’incirca “ uccidersi a vicenda??? .Un titolo che rispecchia bene quello che Reggio ci fa vedere nel terzo momento del suo film: scontri tra manifestanti e polizia, spezzoni di filmati di guerra, uomini che si minacciano a vicenda…Ma siamo veramente sicuri che la violenza sia rappresentata soltanto da queste immagini esplicite? Non è che forse si nasconde anche dietro l’apparente e banale felicità che traspare dai fotogrammi presi da alcune pubblicità televisive…Non è forse tutta questa globalizzazione (anche di sentimenti) che sta facendo sì che l’uomo si uccida a vicenda, sia fisicamente che intellettualmente?. Il film ci offre una soluzione a questi quesiti: il bello dell’ umanità risiede nelle differenze di ognuno di noi...Per questo, guardiamolo in silenzio.

 

Francesco Somigli