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Thomas in love

 
Titolo: Thomas in love
Titolo originale: Thomas est amoureux
Anno: 2000
Regia di: Pierre-Paul Renders
Nazionalità: Belgio/Francia
Durata: 97 min.
   
Sceneggiatura: Philippe Blasbat
Fotografia: Virginie Saint-Martin
Effetti: Fred Beltran, Thomas Nautin, Studio Sparx
Musiche:
Contatti:  
Cast:
Benoît Verhaert, Magali Pinglaut, Micheline Hardy, Aylin Yay

 

 

Indirizzo sito ufficiale :

 

Note/Curiosità:
EXTRA
Mouse without Tail

 

di Park Won-chul – Corea del Sud 2001 – 15’

 

Nato da un gioco di parole vecchio quanto il... mouse, questo

 

corto d’animazione realizzato con la tecnica della stop-motion

 

è stato una delle sorprese dello scorso Korea Filmfest fiorentino.

 

Cinico e malinconico, ironizza sull’incapacità di concepire

 

il meccanismo effettivamente alla base del funzionamento della

 

tecnologia informatica, ma anche sulla problematica difficoltà di

 

“tenersi aggiornati???. Una curiosità: gli appassionati riconosceranno

 

nella schermata iniziale il gioco “Starcraft???, che proprio in Corea

 

del Sud ha i suoi campionati mondiali.

 

Disponibile anche in
Il progetto “Thomas est amoureux??? nasce nel 1995, anno in cui

 

Internet è ancora una risorsa costosa, graficamente poco evoluta, a

 

disposizione di pochi. Ancor meno diffuso è il telefono cellulare. La

 

videofonia, poi, è pura fantascienza... Passano diversi anni prima di

 

realizzarlo, anni in cui lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione

 

è sorprendente: siamo nel 2000 e la critica accoglie il film

 

come un divertissement a mala pena interessante e tutt’altro che

 

originale. Oggi, a pochi anni dalla sua uscita, il “Thomas in Love???

 

appare già datato nella grafica e nell’estetica, a tratti superficiale

 

o semplicistico, nonostante lasci dietro di sè una scia di dubbi e

 

suggestioni.

 

Con l’escamotage della malattia di Thomas, il regista ci presenta

 

un punto di vista univoco, voyeuristico, su un mondo virtuale,

 

intessuto di simboli e superstizioni, i cui abitanti sono costruzioni

 

da smembrare e scoprire. Quello di Thomas è un viaggio virtuale

 

attraverso una società individualista ed autoreferenziale, dedita

 

allo sviluppo ed alla promozione dell’ego, capace di affrontare una

 

vasta gamma di forme di intimità fisica, ma anche di affidare al

 

calcolo di una macchina la propria vita sentimentale.

 

In questo universo di immagini e suoni, Thomas inconsapevolmente

 

cerca l’Amore, l’unico sentimento in grado di farlo uscire dalla sua

 

prigione, l’unica persona per la quale valga la pena di condividere

 

se stesso. Un semplice climax ci porta dalla matematica carnalità

 

di Claire, ove il concetto di rapporto interpresonale non viene

 

neanche preso in considerazione, al platonico incontro con Eva,

 

prima goccia di sincerità, in grado di lacerare il velo di Maya e

 

svelare, un dettaglio per volta, immagini nude, realistiche, liberate

 

da ogni trucco.

 

Inizia così a svelarsi il gioco delle parti e chi è sano, in realtà,

 

sembra barattare la propria consapevolezza per una libertà di

 

forma, mentre un “Grande Fratello??? fin troppo attuale controlla

 

indisturbato la vita di ognuno.

 

Su tutto regna la voce di Thomas, particolarmente apprezzabile

 

nella versione originale per la vasta gamma di toni espressi, in

 

grado di evocare l’immagine di una persona mai inquadrata e di

 

lasciare l’agorafobia del protagonista in un limbo dubbioso.

 

Il procedimento di realizzazione del film, interamente girato in

 

digitale con macchine di differente risoluzione, ha visto concludere

 

le riprese in 5 settimane, includendo lunghe prove di tipo teatrale

 

per approfondire la credibilità dei personaggi. Le scene sono state

 

girate in uno studio televisivo, in cui è stato possibile ricostruire

 

la particolare situazione di isolamento comunicativo del protagonista.

 

Sorprendentemente lungo è stato invece il lavoro di postproduzione,

 

in cui è stato possibile sperimentare per nove mesi le

 

infinite possibilità di variazione dell’immagine digitale.
Valeria Cicerone