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Il Principe schiaccianoci

Titolo: Il Principe schiaccianoci
Titolo originale: The Nutcracker Prince
Anno: 1990
Regia di: Paul Schibli
Nazionalità: Canada
Durata: 70 min.

Sceneggiatura: Patricia Watson
Fotografia:
Effetti:
Musiche:
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
E' la vigilia di Natale e Clara riceve in dono, dallo strampalato zio Drosselmeier, un soldatino di legno dotato di due grandi denti con cui spaccare le noci. Nel donarglielo, zio Drosselmeier, racconta a Clara di come, una volta, quello schiaccianoci fosse un ragazzo di nome Hans, trasformato da un sortilegio della perfida Toporegina. Suggestionata dal racconto, Clara non riesce a dormire e decide di andare a trovare il suo Schiccianoci nella vetrinetta di sala. Le si presenta agli occhi una scena incredibile: i giocattoli si animano, capitanati da Schiaccianoci, per ingaggiare una battaglia contro gli accoliti del Topore, figlio della Toporegina. Dopo aver vinto la battaglia, grazie al magico intervento dello zio Drosselmeier, Clara rimpicciolisce, fino a poter entrare nel castello dei giocattoli assieme allo Schiaccianoci, per sconfiggere, una volta per tutte, il Topore.

 

Tratto dalla fiaba di Theodor Amadeus Hoffmann, alla quale il racconto resta fedele, "La favola del principe Schiaccianoci" racconta l'ultimo Natale vissuto da Clara nella magia dell'infanzia e del gioco. La bambina, una pre-adolescente di molto tempo fa, vive un'avventura fatata che segna il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza, portando con sè la nostalgia per i giochi ed il fascino per il primo amore, impersonato dal principe Schiaccianoci. Il passaggio, fondamentale nella crescita di ciascuno, nelle culture più antiche veniva sottolineato da rituali che presentassero il nuovo giovane alla comunità, rituali tra i quali possiamo annoverare il seppelimento dei giocattoli in uso tra gli antichi romani ed il primo ballo della nobiltà ottocentesca. In questo film, come in un antico rituale, ha luogo la battaglia contro le paure dell'infanzia, che altro non può essere che vincente per intraprendere la strada verso l'età adulta.

Realizzato in stile Disney da Paul Schibli, il cartone animato sa essere affascinante ed avvincenete, nonostante la qualità media del prodotto: la sceneggiatura è linguisticamente povera, i movimenti dei personaggi non sempre sono fluidi e nel disegno manca l'ombreggiatura che rende il senso di tridimensionalità; la storia, però, scorre lenta e senza fretta, permettendone una piena comprensione ai bambini di ogni età, e dando il tempo ai più grandi per una riflessione sui diversi livelli di lettura possibili.

 

Il lungometraggio deve il suo fascino anche alla colonna sonora, la Suite "Lo schiaccianoci" di Piotr Iljic Ciajkovskij , composta dal grande musicista russo tra il 1891 ed il 1892, per tradurre in balletto la fiaba "Nussknacker und Mausekönig" di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, nella versione di Alexandre Dumas padre, su sceneggiatura di Marius Petipa, coreografo francese tra i maggiori dell'epoca.

Nello Schiaccianoci, "con la sua sagace scrittura orchestrale Čajkovskij inventò delle sonorità speciali che calzano come un guanto sui personaggi della vicenda fiabesca: non è soltanto questione di pura tecnica o di ispirata, geniale scelta di timbri, quanto ricreazione, con la musica, del significato profondo del racconto infantile" (Bocarnikova). Ed il cinema non tarda a raccogliere le suggestioni offerte da questa musica: nel 1940 il cartone animato "Fantasia", della Disney, fa dello Sciaccianoci il proprio elemento centrale, probabilmente il più apprezzato dai bambini, sebbene non il più interessante dal punto di vista artistico.