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Pace of Peace

Titolo: Pace of Peace
Titolo originale: Pace of Peace
Anno: 2004
Regia di: Luca Raffaelli
Nazionalità: ITA
Durata:

Sceneggiatura: Luca Raffaelli, Attilio Valenti
Fotografia:
Effetti:
Musiche:
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Direzione artistica: Luca raffaelli, Attilio Valenti

Supervisione artistica: Giulio Gianini, Emanuele Luzzati

Storyboard: Gregory Panaccione

Animazione: A&M, De Mas & Partners, Fusako Yusaki, Graphilm, GreenMovie Group, Matitanimata, Mnogo Film, Proxima, Rainbow, Scuola Nazionale di Cinema - Dipartimento di Animazione, Stranemani e The Animation Band

Supercammello (voce): Fabrizio Mazzotta

"Premio Cinema e Cultura del Dialogo", 61a Mostra del Cinema di Venezia, 2004

Adatto a tutte le età.

Disponibile anche in
Lo chiamano POP, che sta per Pace of Peace, Ritmo di Pace, ed è un supereroe tutto speciale. Si tratta di un supercammello (ma in realtà ha una gobba sola come un dromedario!) che trasforma, col suo sputo magico, la guerra in pace. Ad idearlo sono stati sedici ragazzi israeliani e palestinesi volati a Roma appositamente per conoscersi e lavorare assieme. Hanno organizzato l'incontro il Comune di Roma, l'Ufficio per la Pace a Gerusalemme, le prefetture di Raanana (Israele) e Qalqilia (Autorità Palestinese), città originarie dei ragazzi, l'International Animated Film Festival Castelli Animati e Roberto Davide Papini ed Attilio Valenti, ideatori del progetto.

Davanti alla retorica di tanti racconti sulla guerra, Papini e Valenti si sono chiesti cosa possano avere da dire, a riguardo, i ragazzi che la vivono quotidianamente. I sindaci delle due città coinvolte, già legati da esperienze di collaborazione e da un rapporto di reciproca stima, si sono proposti come interlocutori.

Raanana e Qalqilia, una volta strette da rapporti economici ed ora separate dal recente muro di cemento che divide Israele e Palestina, sono simbolo del disagio e delle difficoltà quotidiane e politiche della zona. I ragazzi selezionati, tutti tra i sedici ed i diciotto anni, si sono incontrati per la prima volta in aeroporto: bench? le due città distino solo una ventina di chilometri, l'attuale situazione politica impedisce ogni contatto tra i due paesi. Incontrarsi a Roma, quindi, ha voluto dire soprattutto aver modo di parlare, di conoscersi, addirittura di vedersi per la prima volta. Ha significato rendersi conto di come le difficoltà ed i dubbi in comune siano maggiori delle differenze storiche, linguistiche, culturali e di toccare con mano come l'odio possa essere un problema di mancanza di alternative.

Da quella settimana romana è nata la consapevolezza di un sogno di Pace realmente comune e la collaborazione ha portato all'ideazione di POP. Dalle caratteristiche dei personaggi alle singole scene, tutto è nato dai ragazzi in una sola settimana. La sceneggiatura e lo storyboard sono stati poi strutturati da professionisti e sottoposti ad un'ultima valutazione degli studenti. Principale preoccupazione è stata che il corto fosse equilibrato, in grado di rappresentare entrambe le parti come egualmente ferite ed egualmente aperte al dialogo.

Ben dodici studi d'animazione italiani hanno partecipato al progetto e, come era avvenuto per la creazione del soggetto, anche la definizione dell'animazione è stata fatta all'insegna del dialogo, della collaborazione e della libera espressione.
Il risultato è interessante, bench? discontinuo nella qualità e nello stile. Allegro e vivace, colpisce per l'originalità di alcune soluzioni ed offre spunti di riflessione sull'iconografia televisiva e cinematografica della guerra: ogni dettaglio giunge direttamente dall'esperienza quotidiana dei ragazzi, mentre gli animatori si sono documentati accuratamente sull'abbigliamento, gli scenari, gli oggetti da disegnare. Unifica il lavoro un ultimo dono: la suggestiva colonna sonora, scritta ed intepretata da due note artiste, l'israeliana Noa e la palestinese Rim Banna.
La storia di POP

La presentazione del corto è stata l'occasione, per i ragazzi, di incontrarsi di nuovo, poich? la frontiera che li divide è invalicabile e per tenersi in contatto c'è solo l'e-mail.

Il documentario "La storia di POP" ci racconta la nascita di questo cortometraggio e le scoperte e le difficoltà che ha portato, come una grande avventura, nello stile semplice e scherzoso del GT Ragazzi.

Valeria Cicerone