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La profezia delle ranocchie


Titolo: La profezia delle ranocchie
Titolo originale: La prophétie des grenouilles
Anno: 2003
Regia di: Jacques-Rémy Girard
Nazionalità: Francia
Durata: 86 min.

Sceneggiatura: Jacques-Rémy Girard, Antoine Lanciaux, Iouri Tcherenkov
Fotografia:
Effetti:
Musiche:
Contatti: 
Cast:

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Note/Curiosità:
Grafica: Iuri Tcherenkov

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Le piccole, sapienti ranocchie prevedono un nuovo diluvio universale ed avvertono un strampalata famiglia di umani perch? possano salvare se stessi ed i loro animali. Superata la sorpresa, i piccoli Tom e Lili, Ferdinand, vecchio lupo di mare, e Juliette, la sua vivace moglie ugandese, si apprestano ad affrontare l'emergenza.

Il fienile diventa, così, un'Arca di Noè in cui rifugiare gli animali della fattoria e del vicino zoo, oltre agli uomini, e 28 tonnellate di patate, con cui sfamarsi in attesa del riemergere della terra.

La vita insieme, costretti in poco spazio, privati della libertà e della possibilità di seguire il proprio istinto (immaginate dei carnivori costretti a mangiare patatine in compagnia di un succulento maiale?!), è già difficile di per sè; a peggiorarla giunge un inatteso ospite, foriero di discordia e di sventura con le sue manie di vendetta...

Privato del suo aspetto religioso-punitivo, il diluvio diventa un evento climatico eccezionale, un'emergenza da affrontare uniti in attesa di tempi migliori. Il fienile ed i suoi ospiti riassumono in sè il mondo intero, con le sue dinamiche biologiche e sociali; il principale problema da affrontare è preservare la Vita, senza differenza o gerarchia tra le specie. Ciascuno concorre all'esistenza dell'intero ecosistema ed ogni animale ha il suo ruolo al suo interno. Per poterlo esplicare, però, è necessario un ambiente adatto, in cui ciascuno possa riprodursi: divorare ogni pollo, quindi, vuol dire non avere mai più galli, galline e uova. Con la loro ingordigia ed ottusità i carnivori, la fetta aggressiva e consumistica della società, privano l'ecosistema e se stessi di una delle principali fonti del proprio sostentamento per il presente e tutte le generazioni a venire. Ecco come, con poche battute, Jacques-Remy Girerd ci racconta cos'è la biodiversità e perchè preservarla.

Analogamente, Ferdinand si presenta come il leader ideale: carismatico e consapevole, guida il suo "popolo" nelle avversità, fiducioso nella Natura e nel ritorno della terraferma. Padre affettuoso e rassicurante, grazie a lui nell'Arca ogni animale ha il proprio ruolo ed il proprio posto e, per quanto possa non piacere, a nessuno viene negato un pasto o un po' di divertimento. Con poche, semplici parole, Ferdinand risponde alle domande di ciascuno e la libera circolazione dell'informazione è limitata solo dall'ottusità o dall'indifferenza.

La tartaruga, elemento destabilizzante, rappresenta l'assurdità della vendetta. Troppo piccola e debole per potersi difendere, aizza con l'inganno i carnivori, destituisce Ferdinand e lancia i coccodrilli all'attacco del fienile. Ferdinand, però, da buon capo, accorre il difesa della sua "famiglia", smaschera la tartaruga e, consapevole del fatto che contro la cattiveria quel che conta non è la punizione, ma il fare in modo che non si ripeta, ne ridicolizza l'assurda costruzione.

Ispirandosi all'opera di Miyazaki, Girard compone con grande maestria personaggi e scenari, testo e disegni, eventi e soluzioni, realizzando quello che senza dubbio è il miglior film d'animazione dello scorso anno. Realizzato presso gli studi francesi Folimage da più di duecento persone nell'arco di sei anni , interamente disegnato a mano, il film è ricco di citazioni pittoriche, da Hokusai a Monet, da Vlaminck a Cezanne e Magritte. Iuri Tcherenkov, ideatore dell'universo grafico del film, ha voluto creare un'immagine originale e fantasiosa, gioiosamente melanconica, in grado di moltiplicare, più che assecondare, l'effetto del testo.