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La famiglia della giungla

Titolo: La famiglia della giungla
Titolo originale: The Wild Thornberrys movie
Anno: 2002
Regia di: Cathy Malkasian, Jeff Mcgrath/td>
Nazionalità: USA
Durata: 85 min

Sceneggiatura: Kate Boutilier
Fotografia:
Effetti: F
Musiche: Randy Kerber, Drew Neumman
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
La famiglia Thornberry parte alla volta dell’Africa per girare un documentario. Qui la piccola Eliza, figlia di Nigel e Marianne Thornberry, scopre grazie all’incontro con uno sciamano, di avere il magico potere di parlare con gli animali, potere che andrà perduto se la piccola si azzarderà a rivelarlo a qualcuno. Quando Eliza però verrà a sapere che due cattivissimi bracconieri tramano per catturare un branco di elefanti, la ragazza, con l’aiuto della sua scimmietta Darwin, non si tirerà indietro per fermarli.

La famiglia della giungla è tratto da una fortunatissima serie televisiva inglese, The wild Thornberrys, e riesce nel non facile intento di mantenere la verve e le doti che avevano reso famoso e apprezzato il suo predecessore, creato da Nickelodeon, la medesima casa di produzione creatrice di Rugrats – Il film. Il tratto del disegno non ha niente a che vedere con i film Disney o gli ultimi lavori di enorme successo creati dalla Pixar, ma la forza di questa pellicola risiede anche nella particolarità e stravaganza dei disegni, paesaggi iperrealisti e figure umane più simili a caricature (teste enormi, colli lunghissimi) che a uomini veri. Caratteristica questa già vista in passato, ma che paragonata a tanti cartoon moderni, vedasi Shrek e Co., realizzati completamente in computer grafica, stupisce proprio per la sensazione che riesce a trasmettere di opera fatta da mano umana e, paradossalmente, il risultato visivo finale è molto più corposo e caldo del piatto e freddo 3d in computer grafica.

I creatori, inoltre, sono riusciti nell’impresa non semplice di accontentare genitori e figli; la trama infatti tratta di temi, quali la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto per gli altri e per gli animali che, se da una parte interessano anche un pubblico adulto, da un’altra costituiscono un modo per parlare ad un pubblico molto giovane, in maniera divertente e non pedante, di argomenti attuali ma che ancora trovano inadeguato accesso nelle case e nelle scuole. Inoltre lo spettatore assiste ad una messa in scena di variegati e numerosissimi animali, sempre ben disegnati e rispondenti al vero, i dialoghi sono credibili e adatti a tutti, grazie ad una solida e divertente sceneggiatura. La versione originale vanta inoltre la partecipazione in veste di doppiatori di attori del calibro di Tim Curry, Rupert Everett e Marisa Tomei, voci che in italiano sono rese comunque bene da ottimi doppiatori.

Bellissima anche la colonna sonora che mischia sfrenati ritmiafricani a canzoni di autori famosi quali Peter Gabriel, tra i primi artisti ad interessarsi alla World music e a contaminare i propri lavori con sonorità di altri paesi, Youssou N’Dour, Shaggy, Paul Simon, Tom Jones e Sting.

Quindi, facile per piccoli e più grandicelli appassionarsi a questa vicenda, dove i caratteri dei personaggi e le loro psicologie sono rese molto bene, anche se un po’ stereotipate, e garantiscono quindi bene l’immedesimazione da parte di un pubblico molto vasto e variegato, che sicuramente uscirà soddisfatto dalla sala, avendo assistito si ad una favola, ma che come tutte le favolecontiene e ci insegna grandi verità sulla vita e sulla nostra natura.
A cura di
Marco Nocentini