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Titolo: Opopomoz
Titolo originale:
Anno: 2003
Regia di: Enzo D'Al?/td>
Nazionalità: ITA FRA SPA
Durata: 102 min.

Sceneggiatura: Enzo D'Al?, Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli
Fotografia:
Effetti: FFabrizio Pistone, Andrea Tubili
Musiche: Pino Daniele
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Il Natale è vicino e la bellissima Napoli si veste di mille colori per coinvolgere tutti in questa fantastica attesa. Per Peppino e Mariù però questo sarà un Natale ancor più speciale : stanno aspettando l'arrivo del loro secondo bambino, che dovrebbe proprio nascere fra il 24 e il 25 Dicembre. Tutti sembrano essere contenti, tutti tranne il piccolo Rocco. Rocco è scontroso e decisamente confuso, teme infatti che il fratellino lo priverà dell'affetto dei genitori.

"Ogni volta che nasce un bambino, nasce Gesù" dice mamma Mariù. E questo lo sa bene pure Sua Bassezza Infernale, che odia il Bene e la felicità. Ecco perch? vuole eliminare il Natale. Per fare questo prende tre diavoletti, Scarapino, Astarotte e Farfaricchio e insegna loro la parola magica Opopomoz ! Dovranno farla dire al piccolo Rocco che così, per magia, si troverà dentro il presepio. Una volta dentro il presepe dovrà fare in modo che Giuseppe e Maria non arrivino a Betlemme. Se Gesù bambino non nasce, nemmeno il suo fratellino nascerà e Rocco sarà il solo a ricevere l’amore dai genitori. Ecco come i tre buffissimi diavoletti convincono Rocco a dire Opopomoz ed a entrare quindi nel presepe. Rocco finisce dentro il presepe, ma sarà proprio qui che il nostro piccolo protagonista avrà finalmente modo di crescere. Il fantastico viaggio che dovrà compiere gli insegnerà infatti quanta tenerezza porta con s? ogni nuova nascita.

Con Opopomoz Enzo d’Alò firma il suo quarto lungometraggio d’animazione, dopo i successi de La Freccia Azzurra (1996), La Gabbianella e il Gatto (1998) e Momo alla conquista del tempo (2001). E per la quarta volta il regista napoletano riesce a dirigere un film pieno di tenerezza e di indiscutibile grazia. La tradizione sacra del Natale che fa da contorno a questa storia, viene magistralmente trasportata sul piano popolaresco (due inediti Giuseppe e Maria che parlano con una gustosa inflessione napoletana). Il contesto natalizio offre pure il pretesto per riempire ogni scena di colori caldi e personaggi propri della nostra tradizione che rimandano a un accento popolaresco nazionale.

Lo stile di d’Alò si conferma ancora nel delineare un tocco che è sempre più d’autore. I tratti con i quali sono disegnati i personaggi sono ad esempio semplici e accattivanti al contempo : questo è di fatto uno dei caratteri che contraddistinguono la mano del regista partenopeo. Per la realizzazione delle sue pellicole, d’Alò si avvale ormai della collaborazione di un team di veri professionisti. Questi cartoni animati nostrani infatti non hanno più niente da invidiare a quelli prodotti dalla potente Disney.

Per la colonna sonora è stato chiamato Pino Daniele che per l’occasione ha composto delle musiche che fanno eco magicamente alle suggestive prospettive con cui è stata ritratta la città di Napoli. Anche se alla fine si ricorderà facilmente il blues dei titoli di coda intonato da Gegè Telesforo.

Fra le curiosità ricordiamo che a doppiare i personaggi del film, ci sono personaggi d’eccezione. Per i tre diavoletti abbiamo Fabio Volo, Tonino Accolla (la voce di Homer Simpson) e Oreste Lionello. Il padre e lo zio del piccolo Rocco hanno poi rispettivamente le voci di Silvio Orlando e John Turturro.