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Principi e principesse

Titolo: Principi e principesse
Titolo originale: Princes et princesses
Anno: 2000
Regia di: Michel Ocelot/td>
Nazionalità: FRA
Durata: 70 min.

Sceneggiatura:
Fotografia:
Effetti: F
Musiche: Christian Maire
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Chi non ha mai sognato di poter vivere in prima persona le avventure di una favola grazie a una macchina " travestente ", molta fantasia e un cinema a completa disposizione diretto da uno squinternato ma simpatico vecchio signore ?Chi non ha mai desiderato di essere un principe, di essere una principessa ?In fondo, questo grande genio della fantasia che potremmo definire Ocelot, l’autore del film, sembra volerci trasmettere proprio questo:anche nel più reale dei palcoscenici, quello della nostra vita quotidiana, è possibile calarsi nelle nostre emozioni, nei sogni, nelle nostre speranze,vivere insomma nel mondo fantastico dei " principi e delle principesse ".E così la vita diventa un’avventura bella come nelle fiabe .Per cercare di farci pervenire il suo messaggio, il racconto si compone di sei diverse storie, sei diversi modi di esplorare il cammino verso la maturità, l'età adulta, la formazione. Si affronta, in modo semplice e diretto, temi fondamentali quali l'importanza di superare degli ostacoli anche duri per raggiungere i propri obiettivi; di crescere in piena autonomia; di saper guardare, al di là delle apparenze, ciò che è bene e ciò che male, ciò che brilla di luce riflessa e ciò che splende come il sole.Utilizzando i trucchi e le intuizioni della antica tecnica delle ombre cinesi (sono stati necessari carta nera, forbici e una cinepresa da 16mm dotata di zoom ), tutti i personaggi sono in controluce, spesso impreziositi da dialoghi brillanti ( le voci italiane sono quelle di Pino Insegno, Anna Marchesini ed Elio Pandolfi ):tutte queste " ombre mobili " sono dolcemente accarezzati da sfondi colorati che ci fanno pensare all’antico mondo delle fiabe, terreno inaccessibile per i prodigiosi e onnipotenti computers dei cartoons kolossali di nuova generazione. Grazie a tutto questo lo spettatore viene catapultato in un mondo dove i castelli delle streghe,che non sono poi tanto cattive e che amano mangiare minestra di porro, si espugnano senza coltelli ma con l’arma della comprensione, dove un semplice fico fuori stagione e un simpatico marchingegno musicale, il " flautomauto ", si fanno veicoli di sincero amore e umiltà,dove infine un povero corpicino segnato dall’età fa capire a un altro pachidermico e ingombrante che l’onestà è il vero strumento per vedere avverati i propri desideri. L’intero lungometraggio è però pervaso, come in tutte le fiabe che si rispettino ( come dimenticare Gianni Rodari ), da un leggerissimo filo di ironia che trova il suo culmine nell’esilarante scena finale: come nel simpatico " duello " tra mago Merlino e maga Magò in " La spada nella roccia ", anche qui i due protagonisti subiscono le trasformazioni negli animali più improbabili a colpi di baci sulla bocca:vedremo un susseguirsi di farfalle, mantidi, elefanti, balene, rinoceronti, giraffe, cani, pulci, fino alla trasformazione massima, al paradosso più completo: il Principe si ritroverà Principessa e la Principessa Principe e i due sfortunati personaggi dovranno alfine accettare di buon grado la nuova situazione.

Questo " Principi e principesse " va dunque controcorrente:in un mondo moderno dove non si fa altro che " correre " il nostro autore francese, a metà del film, ci espone un cartello nel quale invita il pubblico ad una breve pausa, in cui è possibile chiacchierare con il vicino di poltrona.Insomma, il cinema di Ocelot sta al cinema di Disney, come i prodotti biologici a quelli industriali. Con la differenza che, al contrario di quanto avviene con la frutta e gli ortaggi, il cinema di Ocelot costa molto, ma molto meno.

A cura di
Filippo Lazzerini