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La ragazza delle balene

Titolo: La ragazza delle balene
Titolo originale: Whale Rider
Anno: 2002
Regia di: Niki Caro/td>
Nazionalità: GER NZE
Durata: 104

Sceneggiatura: Niki Caro
Fotografia: Leon Narbey
Effetti: FGeorge Maihofer
Musiche: Lisa Gerrard
Contatti:
Cast:
Keisha Castle-Hughes, Rawiri Paratene, Vicky Haughton, Cliff Curtis, Grant Roa

 

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
In un piccolo villaggio della costa della Nuova Zelanda, ancora vive un popolo orgoglioso della sua discendenza da Paikea, figura mitica che viaggiò fino a quelle spiagge sul dorso di una balena.

Questo personaggio evitò grandi calamità al suo popolo e, da oltre mille anni, ogni primogenito maschio della famiglia che comanda il villaggio discende da quella nobile stirpe e deve preservare l’integrità del suo popolo. E’ giunto il momento. Il figlio maggiore del capo, Porourangi, diventa padre di due gemelli, un maschio e una femmina.

Sfortunatamente però il bambino e la madre muoiono durante il parto; sopravvive solo la femmina che viene chiamata Pai.

Koro, nonno di Pai e capo del villaggio, si rifiuta però di riconoscerla come l’erede predestinata dalla tradizione, non perdonandole di essere sopravvissuta al fratello, interrompendo così la discendenza.

L’uomo è accecato dall’orgoglio e dai pregiudizi ed è convinto che la sfortuna della tribù sia iniziata proprio con la sua nascita.

Pai però è solo una bambina che ha un disperato bisogno di essere amata.

I timori di Koro si materializzano il giorno in cui un gruppo di balene si arenano sulla spiaggia prospettando la fine della sua tribù. Il pericolo potrà essere scongiurato solo se una persona si sacrificherà per la sua gente…. la ragazza delle balene. Il film di Niki Caro è si un film sull’inutilità dei pregiudizi ma anche su un attaccamento fortissimo alle radici minacciate dalla modernità che, pur solo intravista, già mina il senso di appartenenza dei giovani al proprio popolo.

E’ una storia dal respiro universale, fuori dal tempo che si rivolge al cuore di tutti; quello stesso respiro che i membri della comunità sembrano scambiarsi ogni volta che si salutano accostando naso con naso.

Il film si gioca tutto sul rapporto, insolito per il cinema, tra una bambina ed il suo nonno. Pai è un’eroina moderna che deve dimostrare di saper combattere come un maschio e di riuscire a parlare con le balene, ma il compito più difficile sembra proprio quello per cui è predestinata: diventare la guida della sua gente.

Koro rappresenta la tradizione, le usanze, la memoria storica di un intero popolo che è entrato in una profonda crisi di identità e rischia di smarrire la coesione e l’armonia con la natura; quella natura che è vissuta come qualcosa di essenziale, un veicolo tra l’uomo e le sue origini che vengono dal mare e nel mare devono ritrovare un senso profondo. Senso che viene sussurrato all’ orecchio di Pai dalle balene che diventano il simbolo della perdita della dimensione del sogno e di quella speranza che troppo spesso si arena sulle spiagge della quotidianità.

Questa grande favola ci invita a guardare il mondo con occhi di bambino, a prestare ascolto a quelle eco lontane che ci provengono dal passato e troppo spesso trascuriamo, a ricercare in ognuno di noi la balena da cavalcare.
A cura di
Leonardo Paroli