Home   Cinema    Film Database    2001: Odissea nello spazio

Cinema

Film Database

2001: Odissea nello spazio

Titolo: 2001: Odissea nello spazio
Titolo originale: 2001: A Space Odyssey
Anno: 1968
Regia di: Stanley Kubrick/td>
Nazionalità: Gran Bretagna/Usa
Durata: 145'

Sceneggiatura: Arthur C. Clarke, Stanley Kubrick
Fotografia: Geoffrey Unsworth
Effetti: F
Musiche:
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

di Stanley Kubrick

2001 Odissea nello spazio è a tutti gli effetti il film degli anni ’60 che segna una data non solo nella storia del cinema, ma anche in quella del costume e della società. Eppure ancora oggi il film, nonostante più o meno dirette filiazioni, resta isolato e solitario, senza eredi, un enorme monolito ancorato centralmente nella cultura e nell’immaginario della modernità.
E’ un opera che si presenta innanzitutto come un percorso “sensoriale??? completamente nuovo, con la percezione di uno spazio e di un tempo “inediti???, generati dall’apparizione di una forma fisica semplicissima (il monolito) eppure incomprensibile (quanto al senso) e misteriosa (quanto alla provenienza). Il suo compito di scandire il cammino evolutivo della Storia (e dunque anche del racconto filmico) apre nello schermo una sorta di profondità assoluta, il puro nero dello spazio, in cui lo spettatore riacquista la capacità di seguire il movimento degli oggetti, persa dopo la stagione del cinema delle origini. Griffith e M?liès insieme, insomma, con l’aggiunta fondamentale di un potente apparato musicale e non-verbale. In quest’epico quadro visivo, l’occhio della nostra percezione, smarrite le rassicuranti coordinate terrestri, si apre al mondo della possibilità rappresentato dalle orbite circolari dentro l’assenza di gravità. La corsa cosmica dell’occhio di Dawe Bownam (che è l’affermazione catartica della magnificenza tecnica del sensibile), con il suo carattere di trip allucinatorio, fa da contrappunto al finale (nietzschiano?), con la figura strana ed inquietante del feto che si mostra sullo spazio: una pura e vuota possibilità di eterno cambiamento, che dopo un seguito di situazioni angosciose (come la lenta morte di HAL 9000) ricompone il tutto come unione di principio e fine (è forse questo il senso della triade di accordi ascendenti e perciò “eroici??? dello Zarathustra di Strass).
Ma più che segno positivo, si potrebbe parlare di un lungo e volutamente prolungato momento di crisi. Il vuoto cinematografico che Kubrick costruisce dalla deflagrazione del sistema di riferimenti consueti è pura potenzialità, rarefazione assoluta. Lo si comprende bene perch? 2001, pur potendolo annoverare come film di fantascienza, non rispetta nessuno dei clich?s del genere, a partire dall’assenza visiva degli extraterrestri; potendo essi assumere qualsiasi tipo di forma o di concetto, il loro senso viene allora affidato al monolito “forma pura???. Perciò l’eliminazione di alieni che “fingessero??? sullo schermo una vita altra è decisiva ai fini della comprensione di 2001. Il film non si appoggia più allo schema del genere, si installa in uno spazio che è solo “cinema???, aprendosi al futuribile. Tutto il film si svolge infatti tra due apparizioni del monolito, ma la struttura dei viaggi compiuti si presenta sempre come gioco. La circolarità: tutti gli oggetti (e primo fra tutti il monolito) rimandano ad altri oggetti prima di lui, in un gioco cosmico la cui logica non è definibile nel film fatto dall’uomo. Il fascio di radiazioni che si trasmette da un monolito all’altro forma un circuito di comunicazione tra pure forme. La decisione umana di percorrerlo potrebe anche essere un tornare indietro, in ri-percorso del film all’indietro. Dove principio e fine si annullano. Come in un cerchio.

A cura di Marco Luceri