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L'isola degli smemorati

Titolo: L'isola degli smemorati
Titolo originale:
Anno: 2004
Regia di: Kim Hyok/td>
Nazionalità: Italia
Durata: 28'

Sceneggiatura:
Fotografia:
Effetti: F
Musiche:
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Lino Banfi, Francesco Prando, Simona Marchini, Rosanna Banfi, Francesco Totti, Amanda Sandrelli, Milly Carlucci, Stefania Rocca

Realizzato da Mondo TV e Fondazione Corradi per l'Unicef

 

Disponibile anche in
In mezzo al mare c'è un'isola bellissima, abitata solo da anziani che, per via degli anni passati e della vita quotidiana, priva di figli e di nipotini, hanno dimenticato il loro passato. Non ricordano più nulla, neppure di essere stati bambini una volta, anzi, non sanno più neanche che i bambini esistono. Sull'isola, fortunatamente, abita anche il mago Lucanòr, il più vecchio ed il più sapiente di tutti, che conserva memoria di tutto e, aiutato dai suoi magici animali, tiene sotto controllo gli strampalati vicini.

L'arrivo sull'isola di una barchetta di naufraghi, piena di bambini, porta curiosità e scompiglio nella comunità di vecchietti: cosa saranno questi strani esseri senza barba e senza rughe? Saranno forse delle scimmie, o degli animali da compagnia? Come potranno aiutare la comunità? E quali saranno le loro esigenze? Tra mille errori gli abitanti dell'isola scopriranno, o meglio, riscopriranno, cosa vuol dire essere bambini, di cosa si ha bisogno e cosa, proprio, non si può fare, con un corpicino così piccolo!

L'espediente narrativo offre l'opportunità di raccontare, sebbene in maniera decisamente semplice ed ingenua, i diritti dei bambini ai bambini stessi. Dal lavoro minorile al diritto ad avere un'istruzione, un'alimentazione adeguata, un'identità ed uan famiglia, le principali tematiche vengono presentate in una carrellata di gag, errori, fraintendimenti, punizioni "esemplari" e successive spiegazioni.

Il cartone animato, tratto dai libri omonimi di Bianca Pitzorno e Lorenzo Terranera, subisce pesantemente i limiti probabilmente imposti dal budget, risultando sbrigativo nella narrazione e poco curato nelle animazioni; non manca però l'obbiettivo prepostosi, offrendo spunti di discussione che sarà necessario approfondire ed indirizzare correttamente col bambino.

Si accenna, ad esempio, all'importanza formativa di gioco e studio, ed alla dannosità del lavoro minorile, ma il tutto viene ricondotto ad un'incapacità degli adulti a comprendere e prevedere le difficoltà e le esigenze dei piccoli: gli ottusi vecchietti applicano ai bambini le proprie regole ed i propri parametri, con piglio a tratti crudele, senza che ciò sia sviluppato e senza che avvenga un chiaro percorso di crescita e di apprendimento.

L'imagine degli abitanti dell'isola, inoltre, accenna all'inportanza di una comunità composità, in cui la memoria ha senso nel momento in cui ci sia occasione di tramandarla e l'esistenza sia un ponte tra passato e futuro. Il messaggio, però, si legge tra le righe di una sceneggiatura semplicistica e superficiale.

Ben diversa è strutturalmente la situazione nei libri della Pitzorno, sapientemente illustrati da Lorenzo Terranera ed editi in due versioni differenziate per fasce d'età.

Resta comunque mirabile l'intento informativo e speriementale dell'opera e se ne apprezza l'efficacia, ritenendo importante che l'approccio alle problematiche mondiali ed alle soluzioni di cooperazione sia, proporzionalmente alle esigenze ed alle capacità dettate dall'età, introdotto come valore sin dai primi anni di vita. Valori come la cooperazione e la difesa dei diritti dell'uomo, frutto di anni di lavoro sulla consapevolezza dell'individuo, restano alla base della nostra civiltà, ma necessitano di una costante opera di rinnovo ed appriofondimento, per non venire fagocitati dal qualunquismo e dal cinismo.