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Mysterious Skin

Titolo: Mysterious Skin
Titolo originale: Misterious Skin
Anno: 2004
Regia di: Gregg Araki/td>
Nazionalità: USA
Durata: 99 min.

Sceneggiatura: Gregg Araki
Fotografia: Steve Gainer
Effetti: FHenrik Fett
Musiche: Harold Budd, Robin Guthrie
Contatti:
Cast:
Joseph Gordon-Levitt, Brady Corbet, Elisabeth Shue, Michelle Trachtenberg, Jeffrey Licon, Bill Sage

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Una minuscola cittadina del Kansas, due bambini di 8 anni subiscono le illecite attenzioni del loro allenatore di baseball - insospettabile carnefice, “alieno travestito??? della provincia americana.
Li ritroviamo circa dieci anni dopo: mentre Niel (Joseph Gordon-Levitt) ricorda nei dettagli la violenza subita, che ha, forse irrimediabilmente, compromesso il suo sviluppo psicosessuale, Brian (Brady Corbett) ha rimosso dalla coscienza l’accaduto, che tuttavia continua ad ossessionarlo, trasfigurato sotto forma di favola “di genere???, di racconto fantascientifico che richiama la leggenda di Roosvelt.
Tuttavia, se il timido e complessato Brian altera vistosamente gli avvenimenti, Niel - adolescente maledetto ma solo apparentemente cinico - nasconde la violenza subita sotto le false sembianze di un legame amoroso irripetibile, che cerca di ritrovare nei corpi “alieni??? dei suoi clienti, dei quali non sa fare a meno.
Opposti in tutto, i due adolescenti si ritrovano uniti dal loro passato traumatico, che rivivono e condividono e, anche se la domanda sul loro futuro resta aperta, insieme si riappriopriano di una verità negata. Spesso nel cinema di fantascienza, come nel classico “Essi Vivono??? di Carpenter, creature extraterrestri capaci di assumere forme antropomorfe si mimetizzano fra gli uomini; in questo caso accade l’opposto, nella testa di Brian è l’uomo a nascondersi dietro sembianze mostruose.
L’invenzione di creature immaginarie, nemici provenienti da un altro mondo - spaziale, magico o infernale che sia – aiuta la società a condensare, a trasfigurare ed esorcizzare le proprie paure, ma può servire anche a mascherarle, censurarle, in qualche modo a non affrontarle. Dipende dall’uso che viene fatto dell’immaginazione…Nel caso di “Mysterious Skin??? la durezza e la scabrosità dell’argomento conduce ad optare, forse inevitabilmente, per una narrazione realistica degli avvenimenti – all’interno della quale, tuttavia, Araki sceglie di inserire immagini-sogno, immagini-ricordo, immagini-sensazione; creazioni estetiche di forte impatto – in primis quella d’apertura, che evoca la videoarte - esse riescono nell’intento di arricchire la comprensione emotiva e psicologica dei personaggi.
Attraverso tale compromesso fra simbolismo e realismo, Araki “rifugge – o trova la giusta distanza – sia dalla tentazione dell’estetismo che dall’alibi dello spaccato sociologico???. Inoltre - restando la figura del mostro sempre sullo sfondo – si scongiura anche il rischio, ancor più riprovevole, di un approccio cronachistico e morboso da tabloid.
Presentato alla sezione “Orizzonti??? di Venezia 2004, “Mysterious Skin??? è un’opera scomoda e disturbante che rappresenta con lucida consapevolezza il problema della violenza sui minori . Come il Linch di “Velluto blu???, anche l’autore di “Doom Generation??? (1995), sbriciolando con sguardo acuto e sensibile, clich? e miti, denuncia la spessa coltre d’ipocrisia e di perbenismo che ostacola il cammino della società americana. Crudo e delicato ad un tempo, esso adotta una prospettiva mimetica, catapultando lo spettatore nell’universo sensoriale, emotivo e mentale dei protagonisti. Film difficile non solo per la scelta dell’argomento, ma poich? chiama in causa ed esplora una dimensione indistinta, misteriosa, spesso negata: quella della sessualità infantile. Secondo Freud “il bambino ha i suoi istinti e le sue attività sessuali, li porta con s? venendo al mondo, e da essi, attraverso uno sviluppo significativo, ricco di tappe, emerge la cosiddetta sessualità normale dell’adulto???.
Oltre ad esplorare una manifestazione aberrante della sessualità, fatta di plagio e coercizione, Araki, incurante della rischiosità della sua operazione, ci mostra, attraverso il piccolo Neil, come i bambini siano creature complesse, affatto asessuate, con desideri che hanno poco a che fare con quelli degli adulti, ma che non per questo è lecito negare. Vederli per quello che sono: anche questo è rispettarli.
Sessualità infantile, omosessualità, pedofilia: laddove una sguardo superficiale potrebbe scorgere ambiguità nell’intreccio di tali problematiche, una visione attenta rinvenirà sapiente e produttiva articolazione, rifiuto di ogni agevole e conveniente rappresentazione.
A cura di
Caterina Pardi