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Il gatto con gli stivali


Titolo: Il gatto con gli stivali
Titolo originale: NAGAGUTSU O HAITA NEKO
Anno: 1969
Regia di: Kimio Yabuki/td>
Nazionalità: Giappone
Durata: 80'

Sceneggiatura: Hisashi Inoue
Fotografia:
Effetti: FHayao Miyazaki
Musiche:
Contatti: 
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Produttore: Hiroshi Okawa

Direttore dell'animazione: Yasuji Mori

Key Animator: Hayao Miyazaki
Disponibile anche in
Il gatto Pero (trascrizione nipponica di "Perrault"), condannato a morte per non aver divorato un topo, fugge inseguito dai suoi compagni. Durante la fuga si imbatte in Pierre, figlio di un contadino, ingannato e privato dei propri beni (e dei propri diritti) dai fratelli ingordi. Pero, prendendo in simpatia il ragazzo, decide di condurlo con sè alla scoperta del mondo e di aiutarlo a conquistare il cuore (e la mano) della principessa Rosa.

Liberamente tratto dalla favola di Perrault, con riferimenti agli stilemi della fiaba classica, "Il gatto con gli stivali" si presenta come la prima espressione internazionale dell'industria cinematografica d'animazione giapponese, allora nascente.

Nella scrittura, come nel disegno, troviamo già quelli che diventeranno gli elementi caratteristici degli Anime (dall'inglese "animation", il termine indica specificatamente i cartoni animati giapponesi). La storia viene riadattata per esprimere al meglio la propria funzione educativa: il gatto, all'origine unico fautore della fortuna del suo padrone, diventa qui contrappunto per sottolineare l'onestà del ragazzo. I trucchi e gli inganni orditi da Pero diventano spunto per divertenti gag, ma il successo e la stima vengono conquistati da Pierre con le proprie forze ed il proprio coraggio.

Sintomo dell'atmosfera dell'epoca e dell'emancipazione femminile è il personaggio della principessa Rosa, autonoma nella scelta dello sposo e, soprattutto, attiva nella lotta contro il male. Là dove usualmente un principe azzurro è intento a salvare la principessa da una maledizione, incontriamo una coppia che assieme lotta e rischia per la propria felicità.

I tre inseguitori fungono da spalla comica per le gag del gatto che, pur proponendo situazioni ampiamente sfruttate nei corti Warner, si contraddistinguono come decisamente meno violenti e per l'attenzione all'aspetto sonoro dell'effetto comico.

Le gag, oltre a dare un tono scherzoso a tutto il film, alleggeriscono i momenti più drammatici, già stemperati di per sè dal disegno rotondeggiante e dal ritmo lento e costante.

Pero, protagonista in seguito di altre due pellicole, è animato con movimenti essenziali degli occhi e dei baffi, in un'epoca in cui ogni tratto veniva realizzato a mano e la carta carbone non veniva ancora soppiantata dalla fotocopiatrice. Il volto largo e sorridente del gatto fu eletto a logo della Toei Animation, quasi a voler insidiare il topolino della Disney.

Tra i realizzatori de "Il Gatto con gli Stivali" troviamo alcuni tra i fautori dello sviluppo dell'anime negli anni Settanta. Ad Hayao Miyazaki, disegnatore di "Heidi", autore del "Lupin III" televisivo e di numerosi capolavori (Conan, Nausicaä, Mononoke, Chihiro sono personaggi nati dalla sua matita), si aggiungono nomi come Kimio Yabuki, Yasuji Mori, Hisashi Inoue, Yasuo Otsuka, Kobayashi Toshiaki.

Qui si sperimentò un nuovo modo di organizzare il lavoro, ripartendo il lavoro grafico tra i tre Key Animator, autori non solo dello sviluppo dei disegni, ma anche dell'ideazione dello storyboard. Le scene vennero affidate a ciascuno secondo le proprie specialità; è così possibile attribuire, ad esempio, a Yasuji Mori la scena in cui Pierre e Pero saltano e ballano, di difficile realizzazione tecnica.

L'edizione italiana, realizzata a partire dal restauro della pellicola giapponese ad opera della Toei, è stata ridoppiata dalla SEDIF con la direzione di Marco Guadagno; le musiche sono state adattate da Gianluca di Capua e dal M° Michele Micarelli, nello stile delle sigle degli anni Settanta.

 

 

Valeria Cicerone