Home   Cinema    Film Database    Babar

Titolo: Babar
Titolo originale:
Anno: 1988
Regia di: Alan Bounce/td>
Nazionalità: Canada-Francia
Durata: 76'

Sceneggiatura:
Fotografia:
Effetti: FJohn Laurence Collins
Musiche:
Contatti:
Cast:

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Note

Dalle avventure di Babar, il compositore francese Francis Poulenc ha tratto, tra il 1940 ed il 1945, l'Histoire de Babar per pianoforte e voce recitante, opera che Poulenc sottotitolò informalmente Dix-huit coups d'oeil sur la queue d'un jeune ?l?phant. Il Babar subì un'importante rivisitazione poco dopo la morte di Poulenc, nel 1962, allorch? Jean Françaix orchestrò l'originaria partitura per pianoforte.

Disponibile anche in
Babar, Re degli elafanti, racconta ai suoi piccoli una storia della sua giovinezza: la guerra contro i temibili rinoceronti, che avevano attaccato la Città degli Elefanti ed avevano portato via, tra i prigionieri, la madre dell'attuale Regina Celeste. Babar, con l'astuzia e l'aiuto di Celeste e di Zefiro, capo delle scimmie, a cui aveva salvato la vita, parte alla ricerca dei suoi compagni. Riuscirà il saggio re a salvare i suoi sudditi?

L'elefantino Babar è approdato sugli schermi, come cartone animato, nel 1988, cioè cinquantotto anni dopo la sua invenzione che, come a volte accade nell'inizio delle fiabe, appare cos? venata di poesia e di quotidiano da sembrare, appunto, "fiabesca". Una sera del 1930 C?cile de Brunhoff, una giovane madre, racconta ai propri figli (Laurent, 5 anni e Mathieu, 4 anni) una storia inventata al momento per confortare il più piccolo disturbato d'un noioso mal di stomaco. La storia, che ha per protagonista un elefantino senza nome, piace ai piccoli ma interessa in modo particolare il padre, Jean, che fa il pittore. Costui, colpito dall'interesse che le vicende dell'elefantino hanno suscitato nei figli, gli dà un nome "Babar" e gli dedica un libro illustrato in copia unica, destinata all'uso familiare. Qualche tempo dopo però dei congiunti editori lo convincono a pubblicare il libro che ottiene un grande successo. Da allora trentasette volumi hanno raccontato le vicende di Babar a bambini di tutto il mondo. Jean, scomparso prematuramente, fu sostituito dal primo "lettore" delle storie: suo figlio Laurent. Gli elementi che caratterizzano le storie di Babar sono legati al testo letterario, sempre poetico e in bilico tra quotidianità e avventura, e alle immagini ad acquerello sempre precise e nitide e al contempo intrise di un'indefinibile impalpabilità. La traduzione in cartoni animati non si presentava quindi semplice sia sul piano della sceneggiatura sia su quello del disegno. Era indispensabile mantenere, pena il fallimento dell'operazione, gli elementi costitutivi del personaggio e del suo ambiente evitando al contempo le opposte insidie dell'animazione disneyana e di quella nipponica. Il regista, gli sceneggiatori e il responsabile dell'animazione, a cui Laurent de Brunhoff ha finalmente concesso l'autorizzazione alla trasposizione, hanno saputo ricreare con equilibrio il mondo di Babar. Il re degli elefanti è qui, come in altre occasioni letterarie, "padre" che racconta ai propri piccoli di quando lui era "figlio". La storia che narra è una delle più magiche per un bambino: racconta della volta in cui incontrò Celeste, la loro mamma, a sua volta figlia alla ricerca della genitrice rapita. Il piccolo re combatte con l'amica i grandi e temibili rinoceronti, affrontando la loro cattiveria e le insidie della foresta. Proprio in questo ambiente Babar apprende il senso della riconoscenza: Zefiro, il capo delle scimmie, e il pericoloso coccodrillo sapranno ricordare al momento giusto ciò che lui ha fatto per loro. Babar vince ma non elimina fisicamente gli avversari, si limita a spaventarli per farli desistere dai loro propositi. Babar è un re "quotidiano" che affronta con cuore generoso e puro avventure che possono risultare più pericolose del previsto (come nel tempio dei rinoceronti che ricorda da vicino quello spielberghiano del secondo episodio del ciclo di Indiana Jones), che sa vincere ma non vuole mai prevaricare.

A cura del Gruppo Genitori Locarnese - www.ggl.ch