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Titolo: Duma
Titolo originale: Duma
Anno: 2005
Regia di: Carroll Ballard/td>
Nazionalità: U.S.A.
Durata: 100

Sceneggiatura:
Fotografia: Wrener Martiz
Effetti: F
Musiche:
Contatti:
Cast:
Alex Michaeletos, Campbell Scott, Mary Makhatho, Nthabiseng Kenoshi, Hope Davis, Jennifer Steyn

Indirizzo sito ufficiale :
www.dumamovie.com

Note/Curiosità:Alex Michaeletos, Campbell Scott, Mary Makhatho, Nthabiseng Kenoshi, Hope Davis, Jennifer Steyn
Disponibile anche in
Sud Africa. Xan vive, assieme ai genitori, in una fattoria al limite della savana. Durante una gita trova, assieme al padre, un cucciolo di ghepardo rimasto orfano ed i due decidono di “adottarlo???, almeno finch? non sarà abbastanza grande da poter sopravvivere con le proprie forze. Il bambino ed il felino, Duma, crescono assieme sotto la guida del padre, Peter, sperimentando difficoltà e differenze, sviluppando le proprie capacità ed un grande affetto reciproco. All’improvvisa morte di Peter, però, la famiglia è costretta a trasferirsi in città. Le difficoltà della vita urbana, incompatibile con l’animale, portano Xan ad intraprendere il lungo e difficile viaggio verso la terra natale di Duma, per riconsegnarlo alla sua natura, attraversando i Monti Erongo in Namibia, il Delta dell'Okavango ed il Lago Salato di Makgadikgadi in Botswana. Il viaggio diventa per entrambi l’occasione per una crescita ed una maturazione che, necessariamente, porta i due amici a separarsi. Ne è testimone e sostenitore Ripkuna, indigeno in viaggio verso il proprio villaggio.

Girato con grande semplicità e naturalezza, il film lega un soggetto articolato e ben sviluppato ad uno stile apparentemente documentaristico, che evidenzia con sensibilità pittorica l’anomalia dell’uomo tecnologico nella savana selvaggia, senza scinderlo dalla sua vocazione alla scoperta ed alla ricerca.

Il Sud Africa post Apartheid viene rappresentato nei due personaggi come una terra complessa, che fatica a superare la rabbia, l’odio e la sfiducia imposti da secoli di sottomissione ed opposizione, ma dove un bambino bianco ed un uomo nero soli contro il deserto possono ancora scoprire di avere qualcosa di prezioso da offrire l’uno all’altro: la conoscenza. Il bambino porta in dote all’avventura il sapere tecnologico appreso dal padre, Ripkuna lo completa condividendo con lui la conoscenza della propria Terra e della sua Natura, con la sua complessità di regole, meccanismi e necessità, tramandata dalla tradizione orale africana., consapevole dell’antichità del rapporto della propria gente con quella terra ed il peso psicologico di secoli di sottomissione e schiavitù

In una caratterizzazione al limite dello stereotipo, i due uniscono le peculiarità della propria cultura per compiere un percorso innanzitutto culturale e psicologico, curato nel valore simbolico delle situazioni e dei luoghi incontrati.

Non meno curato e consapevole è il trattamento del rapporto bambino-animale: contrariamente a quanto accade in buona parte dei film destinati ai bambini, la differenza tra l’animale ed il bambino è delineata nettamente; nessun processo di antropizzazione viene applicato al ghepardo, che invece esprime con grande efficacia, al momento del reinserimento nel suo habitat naturale, i limiti impostigli dalla crescita in cattività. Vengono così evidenziate sia la responsabilità del bambino nei confronti dell’animale, sia la difficoltà di Xan a comprendere la reale portata e la reale importanza di questa responsabilità. Così contestualizzata, la separazione tra Duma e Xan diventa la naturale conclusione di un percorso speciale e, pertanto, anomalo, e quindi perde i toni drammatici usualmente imposti a queste scene.

La regia si avvale della collaborazione con un giovane direttore della fotografia, Wrener Martiz, capace di comunicare con grande efficacia le peculiarità di ogni ambiente e la varietà di ecosistemi incontrati. Tradiscono i limiti economici della produzione alcuni dettagli legati agli effetti digitali ed ai goffi notturni, incapaci di trarre in inganno i nostri occhi, viziati dalle major hollywoodiane.