Home   Cinema    Film Database    Halloween: la notte delle streghe

Cinema

Film Database

Halloween: la notte delle streghe

Titolo: Halloween: la notte delle streghe
Titolo originale: Halloween
Anno: 1978
Regia di: John Carpenter/td>
Nazionalità: USA
Durata: 85 min.
   
Sceneggiatura: John Carpenter, Debra Hill
Fotografia: Dean Cundey
Effetti: F
Musiche: John Carpenter
Contatti:  
Cast:
Brian Andrews, Jamie Lee Curtis, Donald Pleasence

 

Indirizzo sito ufficiale :

 

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Haddonfield, Illinois, 31 ottobre 1963. È la notte di Halloween, in un tranquillo quartiere residenziale di un’altrettanto tranquilla cittadina americana; è la notte in cui i bambini si mascherano e vanno in giro per il vicinato a fare scherzi e a chiedere dolcetti. Michael Myers è un bambino, è travestito da Pierrot  e con un lungo coltello da cucina massacra la sorella maggiore che era in compagnia del fidanzato. La storia ricomincia 15 anni dopo, quando lo stesso Michael Myers scappa dal manicomio criminale in cui era stato rinchiuso e ritorna nella cittadina natale, dove commette una vera e propria strage, accanendosi particolarmente contro l’altra sorella (Jamie Lee Curtis). Ad aiutare la ragazza ci sarà il dottor Loomis (Donald Pleasance), lo psichiatra che ha avuto in cura Michael per 15 anni e che sostiene che il ragazzo sia l’incarnazione del Male.
Ispirato a una pellicola inglese del ’72 (“L’allucinante notte di una babysitter???), “Halloween, la notte delle streghe??? è il terzo film di John Carpenter e rappresenta una delle colonne portanti del cinema horror, tuttora uno dei film più inquietanti e originali nell’ambito di un genere troppo inflazionato e ripetitivo. Difatti, come altri classici del genere (ad esempio “Nightmare??? e “Venerdì 13???), vanta una lunga serie di sequel, che però difficilmente raggiungono il livello di suspense e angoscia che Carpenter riesce a ricreare in questo primo episodio. Il film fu realizzato in poco più di 20 giorni e con un budget di soli 300.000 dollari, incassandone molti di più nei botteghini e dando vita a un vero e proprio mito del cinema dell’orrore, Michael Myers. Myers è tra i più terrificanti “mostri??? del grande schermo, indossa un’inquietante maschera bianca che mai ci lascia intravedere il suo volto, quasi ne fosse privo o non fosse umano. È un personaggio che non parla mai, si muove lentamente e meccanicamente, insegue ostinato le sue vittime fino all’ultimo, sempre con freddezza e inespressività, rivelando allo spettatore una totale mancanza di sentimenti umani. È molto significativa, a riguardo, la scena in cui il dottor Loomis tenta di spiegare allo sceriffo della cittadina quanto sia pericoloso Michael Myers: “L' ho incontrato 15 anni fa, era come svuotato, non capiva, non aveva coscienza e, soprattutto, non riusciva più a sentire n? gioia n? dolore, n? male n? bene, n? caldo n? freddo. Avevo di fronte questo ragazzino di sei anni con una faccia pallida, bianca, spenta… e gli occhi neri, gli occhi del diavolo???. L’unica cosa umana che percepiamo di Michael Myers è il suo respiro cadenzato dietro la maschera, in una delle soggettive più famose e affascinanti della storia del cinema horror. Fondamentale nel creare l’effetto suspense è la colonna sonora del film, scritta dal regista stesso, un motivetto ossessivo e angoscioso che ricorre continuamente e accompagna Michael Myers nei terrificanti inseguimenti delle sue vittime. Pur nella sua originalità, questo film ripropone alcuni dei temi topici del genere, come ad esempio il fatto che le vittime favorite siano degli adolescenti – e in particolare la ragazza innocente e ingenua di turno – oppure il passato oscuro dell’assassino. Infatti lo spettatore non sa perch? Michael Myers uccide n? perch? è così ossessionato dalla sorella, e forse proprio questo non sapere, questo alone di mistero, contribuiscono a rendere la sua figura ancora più inquietante. D’altronde lo stesso Carpenter si è espresso chiaramente sulla non necessità di dare spiegazioni, soprattutto nell’ambito di un genere come l’horror: “Io trovo che il mezzo più nobile, il migliore e più efficace che sia mai stato escogitato per fare paura è non mostrare troppo, soprattutto non sforzarsi di essere chiari! Alla base di Halloween c’è un’idea semplicissima, niente di speciale, e lo stesso vale per Psycho […] E su questa idea ci ho costruito intorno un intero film, un film su qualcosa che viene fuori dal nulla???.