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Aiuto! Sono un pesce


Titolo: Aiuto! Sono un pesce
Nazionalità: Danimarca, Germania, Irlanda
Durata: 85'
Sceneggiatura: Stefan Fjeldmark, Karsten Kulerich
Fotografia:
Effetti: Jesper Colding, Nicolai Tuma
Musiche: Soren Hildgaard
Cast:

L'intraprendente Fly, ansioso di provare la sua nuova esca, trascina la sorellina Stella e l'odiato cugino Chuck in una pericolosa avventura: sono a pescare sulla scogliera quando li sorprende l'alta marea, spingendoli a rifugiarsi in una grotta. Qui si nasconde il misterioso laboratorio del dott. Mac Krill, strampalato inventore di una pozione che permetterà agli uomini di trasformarsi in pesci quando tutte le terre saranno sommerse. A sperimentarlo, per una disattenzione, non sarà lo studioso ma i ragazzi. La pericolosa avventura rinsalderà il loro rapporto e porterà ciascuno alla comprensione ed alla compensazione.
Scritto in Danimarca e realizzato in collaborazione con studi di Monaco di Baviera, Dublino e Madrid, "Aiuto! sono un pesce" presenta idee e spunti di riflessione che saranno successivamente ripresi, semplificandoli ed edulcorandoli, nel successivo e ben più noto film Disney-Pixar "Alla ricerca di Nemo". Il film ne anticipa l'ambientazione sottomarina , la cura nella rappresentazione dei fondali, l'idea della ricerca dell'amico scomparso ma a arriscchisce la trama con temi seri, adulti totalmente assenti nel prodotto americano.
I tre protagonisti interagicono attraverso una raffinata rete di azioni e reazioni, mostrando un'evoluzione psicologica inaspettata in un film destinato ad un pubblico infantile. La piccola Stella beve dalla bottiglia della pozione per ingenuità, ma anche a causa della disattenzione del fratello Fly; l'affetto di questi per la sorellina lo spinge all'eroico ed inconsulto gesto di trasformarsi in pesce per ritrovarla, mentre è la valutazione razionale di un pericolo a spingere Chuck alla stessa azione. Tre approcci al pericolo che saranno rivelatori delle qualità che ciascuno apporterà alla ricerca della una soluzione: Stella, con la sua genuinità, conquisterà l'amicizia dell'ippocampo Sasha; Fly, arguto e coraggioso, spingerà il gruppo ad affrontare i pericoli del nuovo mondo ed attraverso il gioco ricostruirà la formula dell'antidoto; Chuck, grazie alla sua razionalità, compenserà l'irruenza di Fly e porterà tutti e tre in salvo per farli tornare umani.
Il valore dell'intelligenza e della consapevolezza viene ribadito nella strutturazione della parte politica della storia: il pesciolino Joe, vissuto sempre al riparo dell'ombra dello squalo grazie alla propria astuzia, acquisisce intelligenza e capacità comunicativa grazie all'antidoto. La somministrazione controllata dell'antidoto stesso, metaforica rappresentazione di cultura ed informazione, gli permette la costituzione di una dittatura sottomarina di pesci "controllatamente intelligenti".
Proprio grazie a questi elementi, ad una scrittura agile e varia, nonostante la presenza di alcuni buchi narrativi, all'uso consistente di canzoni e filastrocche che ne alleggeriscono il tono, il film si adatta a fasce d'età molto diverse tra loro.
Interessante l'uso della grafica digitale, volta a sottolineare la semplicità e la rigidità del mondo animale, privo di intelligenza ed emozioni, in contrapposizione a quello dei ragazzi umani e dei pesci umanizzati, disegnati ed animati con tecniche tradizionali, per ottenere maggiore simpatia e affezione, pur ispiarandosi ad alcuni dei cliches dell'animazione disneyana. Se la casa americana è debitrice ai disegnatori europei di alcune idee riproposte in modo molto simile in "Nemo" (si veda la scena della turbina), alcuni spunti di "Aiuto sono un pesce!" ricordano in modo impressionante le soluzioni grafiche ed umoristiche presenti nelle analoghe scene de "La spada nella roccia". Il riferimento non è solo alle mutazioni zoomorfe a cui, come Semola, sono sottoposti i tre bambini ma anche all'interazione uomo animalizzato-animale antropomorfizzato. I giovani protagonisti divenuti pesci per caso, imparano a confrontarsi con la diversità, a combattere, a conoscersi, a migliorarsi; esperienza analoga a quella del futuro re Artù, seppur mediata dalla presenza pedagogica di Merlino e resa più varia dalle escursioni in ambito forestale ed areo.
L'addio tra la bimba ed il cavalluccio marino richiama nelle espressioni dei due protagonisti lo stuggente commiato tra la scoiattolina ed il Semola-scoiattolone. E'un peccato che gli sceneggiatori abbiano preferito al triste ma inevitabile commiato tra un essere umano ed un animale marino l'inverosimile happy end con il povero cavalluccio trasformato in un pony.
Ilaria Nannini e Valeria Cicerone