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I lunedì al sole

Titolo: I lunedì al sole
Titolo originale: Los lunes al sol
Anno: 2002
Regia di: Fernando Len de Aranoa
Nazionalità: Spagna/Francia/Italia
Durata: 113 min.

Sceneggiatura: Fernando Len de Aranoa , Maiki Marn , Ignacio del Moral
Fotografia: Alfredo Mayo
Effetti: FNacho Ruiz Capillas
Musiche: Lucio Godoy
Contatti:
Cast:
Javier Bardem, Luis Tosar

Indirizzo sito ufficiale :
http://www.luckyred.it/lunedi/

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
In una città di mare della Galizia, nella Spagna settentrionale, i cantieri navali chiudono a causa della riconversione industriale. Con i soldi della liquidazione, Rico ha aperto un piccolo bar dove alcuni operai, ex-disoccupati, si ritrovano la sera per parlare. Soprattutto del loro passato. Il bar il luogo centrale del racconto, lo spazio scenico privilegiato entro cui si materializza il passato della sconfitta, la memoria amara di un fallimento individuale e collettivo, di classe, in cui lincipit della pellicola (gli scontri di piazza tra polizia e dimostranti) ha già fornito un malinconico rendiconto. Il passato dunque, che ritorna come un incubo ossessivo, tra infinite discussioni e recriminazioni ed accuse reciproche, sulle cause e le responsabilità dello scacco che ha fiaccato le loro esistenze.
Il locale di Rico diventa lo scenario dello spaesamento e dell'esilio, dove gli operai licenziati cercano di far tacere (nella desolazione del presente e della quotidianità inerte) le loro paure, elaborando personali strategie di sopravvivenza; in questo spazio sospeso tra passato e presente (senza futuro) che si misurano la rabbia, la dignità e lo sconforto. La mutazione del sistema economico post-industriale, che rappresenta un destino implacabile, in realtà per Santa e gli altri compagni un nemico contro cui sanno di aver ingaggiato una battaglia persa in partenza. Tuttavia la volontà di resistere ed il desiderio di non lasciarsi risucchiare dalla catastrofe, di non affondare nel buco della disperazione, fa sì che il locale di Rico resti pur tuttavia uno spazio conviviale, protettivo, rassicurante; ed qui che Santa, Lino, Jos progettano i loro sogni di rivalsa, miserevoli e pur sempre animose ipotesi di redenzione a cui affidare le speranze residue di reinventarsi una vita migliore, quello che resta ancora del loro futuro.
Esempio di cinema sociale ironicamente profondo, I lunedì al sole un film che evita i rischi dell'agiografia sdolcinata, della retorica dei sentimenti e del romanzesco. L'attenzione alla cornice sociale e morale entro cui si muove il racconto, ha indotto De Aranoa a tener docchio da un lato il cinema operaista e militante di Ken Loach e dall'altro il realismo poetico di Robert Gudiguian. La lezione dei due cineasti presi a modello sembrano fuoriuscire spesso nei modi stessi della messinscena: sobria, misurata, sommessa; concreta ed efficace: fotografia austera, mai compiaciuta di sè; scarsa attenzione agli elementi più squisitamente formali dell'immagine; raccordi lineari, ordinari, eccellente direzione degli attori. Una messa in scena che tradisce un sentimento di rispetto e pudore nei confronti delle storie dei personaggi, che non escludono per l'istintiva simpatia e l'adesione commossa del cineasta alle storie che racconta. Il tono stesso del film non mai plumbeo o disperato: sui volti e negli atti dei personaggi si coglie spesso una profonda amarezza, ma poi essa trova modo di decantarsi in momenti di umorismo beffardo e dissacrante, segnali non equivoci di una vitalità ancora non domata.
A cura di
Marco Luceri