Home   Cinema    Film Database    Al di là della Vita

Cinema

Film Database

Al di là della Vita


Titolo: Al di là della Vita
Titolo originale: Bringing out the dead
Anno: 1999
Regia di: Martin Scorsese
Nazionalità: U.S.A.
Durata: 121 min.

Sceneggiatura: Paul Schrader
Fotografia: Robert Richardson
Effetti: Cineric Digital, Industrial Light & Magic, John M. Ottesen, Ronald Ottesen
Musiche: Elmer Bernstein
Contatti:
Cast:
Nicolas Cage, John Goodman, Patricia Arquette, Ving Rhames, Tom Sizemore, Marc Anthony, Cliff Curtis

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Tre giorni, o meglio tre notti, della vita di Frank, un paramedico della E.M.S. (Emergency Medical Service) di New York. Dopo la morte di una portoricana della quale era andato in soccorso, è convinto di aver perso quel tocco magico che gli permetteva di salvare vite umane. Cade in una depressione dalla quale non vede via d'uscita se non quella dell'alcool: di fronte a un'umanità disperata, alla sofferenza, alla morte, in ospedali sovraccarichi che sembrano lazzaretti, lo stordimento, la pazzia e il delirio religioso sembrano le uniche armi efficaci per sopravvivere. Attraverso le strade dell'inquietante e poverissimo quartiere di Hells Kitchen, tra le allucinazioni dovute all'esaurimento, l'apparizione di una donna, Mary Burke, sembra fornire a Frank una possibilità di riscatto per gli errori commessi in passato e una via per ritrovare quell'umanità ormai persa.
Nell'ambientazione infernale della metropoli statunitense (prima della ripulita fatta da Giuliani) la pietà rimane l'unico spiraglio di vita che tinge di colori caldi la vita di Frank e l'immagine michelangiolesca a chiusura del film.
Tratto dal romanzo Pronto soccorso di Joe Conelly (consulente tecnico del cast per la sua esperienza diretta all E.M.S.) il film è un grido contro l'alienazione di un'esistenza drammatica; vissuta in una metropoli che sembra nutrirsi dei suoi abitanti. E un film sul dolore, sulla morte e sulla responsabilità morale. In servizio Frank accumula sensi di colpa e responsabilità, ma è incapace di scherzarci sopra, di sfogare sui malati le proprie frustrazioni o di lavarsene le mani come fanno i suoi colleghi (il sangue zampilla per le strade, andiamo a spassarcela!). Ha dichiarato il regista: In una città complessa come New York desensibilizzarsi è quasi una tecnica di sopravvivenza. Ma non è giusto rimanere indifferenti alla sofferenza altrui. Ho voluto mettere il pubblico in condizioni di interrogarsi sulla sofferenza, sulla compassione, sugli obblighi che, in quanto essere umani, abbiamo nei confronti dell'altro.
Colpisce soprattutto il coraggio di Scorsese nel misurarsi con temi così rilevanti e l'energia con cui delinea i personaggi e ne affronta la storia. Formidabile l'efficacia della regia che impone un ritmo incalzante alla narrazione, magistralmente affiancata da una ricchissima colonna sonora (R.E.M., Clash, Van Morrison e UB40). Difficilmente si può dimenticare la forza delle sequenze dell'ambulanza che solca la città notturna in uno spettacolare gioco di luci, dei morti che affiorano dall'asfalto (come vuole il più felice titolo originale Bringing out the dead) o delle scintille di una fiamma ossidrica che diventano spettacolari fuochi dartificio nella scenografica New York. Si impone il confronto con Taxi Driver, prima collaborazione del regista con lo sceneggiatore di Al di là della vita, simile per struttura narrativa e per rielaborazione dei personaggi, anche se distante per la caratterizzazione socioculturale che sottendeva al primo.