Home   Cinema    Film Database    Vesna va veloce

Cinema

Film Database

Vesna va veloce

Titolo: Vesna va veloce
Titolo originale: Vesna va veloce
Anno: 1996
Regia di: Carlo Mazzacurati/td>
Nazionalità: Italia
Durata: 92'

Sceneggiatura: Carlo Mazzacurati
Fotografia: Alessandro Pesci
Effetti: F
Musiche: Jan Garbarek
Contatti:
Cast:
Antonio Albanese, Silvio Orlando, Antonio Catania, Tony Sperandeo, Stefano Accorsi, Ivano Marescotti

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:Soggetto: Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Distributore VHS: Cecchi Gori Home Video
Disponibile anche in
Trieste città di frontiera, con i suoi mille colori dei traffici stranieri: caotica e nitida. In una tersa mattina arriva un pullman, uno dei tanti che partono la sera prima da un qualsiasi paese sperduto dell'Est. E questo pullman,come tutti gli altri, a Trieste si ferma per far scendere quanti hanno pagato quella gita di un giorno che permette a loro di vedere per una attimo una piccola fetta d'Italia e magari qui fare anche un po' d'acquisti. Vesna scende ma non risale: di nascosto rimane a guardare il pullman che riparte, quel pullman che l'avrebbe riportata a casa senza permetterle di confessare a s? stessa di esser stata davvero in Italia.
Non ha soldi, cammina per strade che sembrano spingerla fra vetrine dei negozi, luci e i colori del benessere. Incontra Silvio Orlando,italiota di mezza età solo e disperato di cui accetta l'ospitalità, per poi negarsi a lui, titubante seduttore, scaraventandolo nella vergogna. Vesna sa che la prostituzione le procurerebbe molti soldi ma a questa tentazione oppone un diniego che non sembra tanto esser dettato dal forte senso della dignità personale, quanto paradossalmente proprio dal freddo atteggiamento che lei si impone di tenere, una volta arrivata in Italia, verso ogni persona e gesto,luogo e azione. Atteggiamento questo che pur creandole una distanza insormontabile verso tutto ciò che la circonda, lei crede fermamente essere l'unico modo per poter sopravvivere nel nostro Paese.
Chiede un passaggio al camionista Tony Sperandeo. In un autogrill vede cacciare e malmenare uno slavo ubriaco e legge l'accaduto come la prefigurazione del suo destino. A Rimini si prostituisce, guadagna soldi, li mette da parte e si compra quanto di più luccicante e futile una ragazza come lei poteva agognare. Scrive a casa bugie consolatorie e rassicuranti. Ma un macrò le tirerà presto una coltellata,perch? lavora da sola. La soccorrerà, curandola con affetto e premura un Antonio Albanese che esordisce come attore e per di più in un ruolo drammatico che sembra scritto apposta per lui. Albanese interpreta un muratore che spassosamente al capo di una "banda antirazzista", composta da alcuni suoi colleghi extracomunitari.
Il rapporto che nel film ora si instaura fra lui e Vesna costituisce una valida prova di maturità di regia per Mazzacurati che usa la macchina da presa ricordando Zavattini e la sua teoria del "pedinamento". Il regista osserva silenzioso e non commenta quanto accade fra i due: lui cura la sua ferita e il corpo di lei diventa per un attimo,senza invadenza o morbosità, il protagonista del film. La guarigione avviene lentamente con gli sguardi, i sorrisi e le poche parole di un rapporto che non abbiamo il coraggio di definire. Mazzacurati ha infatti lavorato molto sulla sceneggiatura, compiendo un certosino lavoro di riduzione dei dialoghi per affidarsi in fase di regia all'eloquenza delle inquadrature e del paesaggio.
Il film il terzo di una ideale trilogia dell'Est,iniziata nel '92 con Un'altra vita e proseguita nel '94 con Il Toro.
Vesna fa poi una gita insieme al suo "infemiere": prendono insieme la macchina. Ma dopo poco sarà costretta a correre,lungo l'autostrada, in un finale che ricorda tanto quello de "I quattrocento colpi" di Truffaut, perch? fermata da una pattuglia della polizia, non appariva in regola.