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La Guerra degli Antò

Titolo: La Guerra degli Ant?
Titolo originale: La Guerra degli Ant?
Anno: 1999
Regia di: Riccardo Milani/td>
Nazionalità: Italia
Durata: 100 min.

Sceneggiatura: Riccardo Milani, Sandro Petraglia, Domenico Starnone
Fotografia: Alessandro Pesci
Effetti: F
Musiche: Avion Travel
Contatti:
Cast:
Pistilli, Federico di Flauro, Paolo Setta, Danilo Mastracci, Regina Orioli

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:Un film incentrato su figure di giovani e sulliniziativa; non sarà quindi un caso che nei panni di un arrogante leaderino politico appaia lo sceneggiatore di Ovosodo, Francesco Bruni!?
Disponibile anche in
"Il disumano vuoto pescarese". E' quello da cui vogliono fuggire quattro ragazzi abruzzesi che per un singolare caso di omonimia (si chiamano tutti e quattro Antonio ) si sono ribattezzati ognuno con un soprannome:Lu Zombi, Lu Malatu, Lu Zorru, Lu Purk. Quattro vitelloni tardo-punk, innocui e sfigati, uniti e affiatati fra loro da alcuni comuni denominatori. Tutti vivono un caustico desiderio di lasciare Montesilvano, che il loro paese (un paese come tanti) e tutti hanno un non ben definito senso di ribellione verso chi sembra voler distruggere gli ideali che li animano. Ideali che in fondo sono quelli di molti loro coetanei, impegnati ed interessati a quello che succede attorno. I quattro Ant infatti sono quattro ragazzi "qualsiasi" e sono contro la guerra, (quella del Golfo degli inizi anni '90), e contro la selvaggia speculazione edilizia che devasta inesorabilmente le spiagge del loro paese. I quattro ragazzi "cercano" di essere punk, forse pi per una ingenua esigenza di distinzione dal resto dei compaesani e più per un discorso "folkloristico" che altro, perch? in realtà sono dei veri "anti-punk". Sono lontani mille miglia dal nichilismo "No Future" del vero punk inglese, anzi ... sono travolti da quella voglia di vivere propria dei giovani (e di provincia in particolar modo) che sanno che fuori c'è un mondo capace di stupirli. Difatti il più coraggioso di loro, Lu Purk, alla fine si risolve e scappa. Scappa come avrebbe potuto fare qualsiasi altro degli Ant, con scarponi larghi e camminata storta, ovvero portando dietro con sè quei simboli che da "duro" e da punk quale vuole essere, lo rendono teneramente ridicolo e ... "antipunk". Prima va a vivere a Bologna nel tentativo, che ben presto si rivelerà fallimentare, di frequentare il Dams, dopodichè fugge alla volta della mitica e tanto sognata Amsterdam. Qui lo raggiunge Lu Zurru che si visto chiamare dallo Stato a partecipare alla guerra e che quindi ha preferito disertare fuggendo via. Anche questo sbandamento si risolverà senza conseguenze di sorta (se non, forse, ricordare a noi spettatori che sarebbe preferibile evitare i conflitti) e il ritorno alle origini sarà una quasi naturale conseguenza delle loro avventure. Nonostante i motivi di forza maggiore, quali l'espulsione dall'Olanda e ancora una volta i quattro Ant si ritroveranno sul lungomare, al Bar Zagabria, a fare progetti di fuga per il futuro. Quella di Milani una pellicola divertente e malinconica che segnala, fra le altre cose, l'apprezzabile tentativo di allontanarsi da province più frequentate dal cinema italiano. arricchito da buoni dialoghi e dalla divertente inflessione del dialetto abruzzese. C'è poi da ricordare che il film inoltre offre l'occasione di vedere una brava Regina Orioli (qui unica attrice professionista) che fa da singolare testimone ai piccoli eventi della storia, interpretando un personaggio che, per assonanza di nome, ricorda l'autrice del libro da cui il film stato ispirato. Una storia infine che anche un intelligente ritratto di tutta la provincia italiana e dei giovani che la abitano, che proprio per la manifestata assenza di pretese finisce per regalare allo spettatore oltre a momenti di puro e sano divertimento, originali spunti di riflessione sulla condizione generale dei giovani d'oggi con i loro ideali, con l'immutato spirito di ribellione, le loro rabbie e tutti i loro sogni. A cura di Ferruccio Benevieri - Equipe Cineforum Stensen