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Profondo Rosso


Nazionalità:Italia
Durata: 130 min.
Sceneggiatura: Dario Argento
Fotografia: Luigi Kuveiller
Effetti: Carlo Lambardi
Musiche: Goblin
Cast:
David Hemmings, Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Giulio Brogi, Clara Calamai, Macha Mril, Eros Pagni, Giuliana Calandra, Glauco Mauri, Geraldine Hooper, Glauco Onorato

Durante una conferenza sullo spiritismo, una medium sente la presenza in sala di un assassino; la notte seguente la stessa medium viene atrocemente uccisa. Il giovane Marc, un pianista inglese a Torino per lavoro, assiste casualmente alla morte della donna ma riesce a scorgere l'omicida solo di sfuggita senza poterne vedere il volto. Da quel momento l'uomo si interessa alle indagini e, con l'aiuto di una giornalista, cerca di scoprire l'identità dell'assassino, che nel frattempo continua a lasciare dietro di se una scia di efferati delitti. Uno dei capolavori per antonomasia di Dario Argento, un film che non ha praticamente difetti ma solo pregi risultando in assoluto il migliore, nel suo genere, mai prodotto in Italia e probabilmente nel mondo. Pur trattandosi essenzialmente di un giallo, in Profondo Rosso è evidente, fin dalle prime sequenze, un'inclinazione sempre più marcata verso il gotico e l'horror puro: un bambino che impugna un coltello insanguinato sulle note di un'inquietante nenia infantile, una medium che avverte una presenza perversa e che poi finisce brutalmente assassinata: il giallo scivola nel paranormale, in una zona dombra dove più niente è razionale e tutto può accadere. Un chiaro rimando alla tradizione gotica italiana anche rappresentato dalle sequenze ambientate all'interno della fatiscente casa abbandonata (La Villa del Bambino Urlante) che paiono richiamare, in un curioso parallelo, l'altro capolavoro di genere del periodo "La Casa dalle Finestre che Ridono" di Pupi Avati (non per nulla sia Avati che Lino Capolicchio avrebbero dovuto partecipare, in veste di sceneggiatore il primo e protagonista il secondo, alla realizzazione di Profondo Rosso). La tensione, la suspense, il terrore tengono lo spettatore incollato allo schermo dalla prima fino all'ultima sequenza. La colonna sonora composta dai Goblin è perfetta e da sola basta per creare un senso di angoscia e paura che non passano neppure una volta terminato il film; le sequenze degli omicidi sono di una crudezza e di una veridicità tale da sembrare reali; gli attori, tra cui l'immancabile Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Clara Calamai e David Hemmings sono tutti perfettamente calati nei rispettivi ruoli ed il sorprendente quanto inaspettato doppio finale lascia di stucco anche il più navigato giallista. Un grandissimo film insomma, che ha ispirato molti registi di genere, tra cui veri e propri maestri come John Carpenter per il suo Halloween (1978). Vederlo è un obbligo!
a cura di:
Marco Castellini - redazione Horrorcult