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Alla rivoluzione sulla due cavalli


Titolo: Alla rivoluzione sulla due cavalli
Nazionalità: Italia
Durata: 95 min.
Sceneggiatura: Marco Ferrari, Enzo Monteleone, Maurizio Sciarpa
Fotografia:
Effetti: f
Musiche:
Cast: Adriano Giannini, Gwanealle Simon, Andoni Garcia

C' erano una volta le bandiere rosse, il rock, la 2CV, gli anni Settanta. E c' era quel gioioso 25 Aprile (strano come la Storia elegga certe date a simboli di Libertà) 1974, a Lisbona, il giorno della rivoluzione socialista dei garofani contro la dittatura fascista di Salazar. Fu una rivoluzione indolore, orchestrata dai giovani ufficiali dell' esercito e conclusasi senza spargimento di sangue: l' unica forse, che può perciò essere oggi ricordata senza cadere nella retorica o nelle banalizzazioni. Una grande festa, una grande confusione per le vie della capitale portoghese, con le donne che offrivano garofani agli insorti e questi che li infilavano nella canna del fucile, realizzazione di quel sogno sessantottesco che era stato il celebre mettete dei fiori nei vostri cannoni. Il 1974 come anno memorabile: oltre al Portogallo, anche la Grecia viene liberata dalla dittatura dei colonnelli, in Inghilterra vincono i laburisti, in Italia viene rigettata la proposta di cancellare la legge sul divorzio. All' alba di questo giorno di Liberazione, Marco, un giovane ragazzo italiano di venticinque anni e Victor, il suo docile amico portoghese, lasciano Parigi a bordo di una 2CV gialla diretti proprio verso Lisbona. Il sogno è quello di partecipare ad un così importante avvenimento storico, di fare un altro viaggio insieme, di conoscere luoghi e gente nuovi, di vivere ancora una volta un' indimenticabile avventura. Un' avventura che non può lasciare a casa la bella Claire, ex fidanzata di Victor e compagna di anni di studi a Parigi. Lei abbandona per breve tempo figlio piccolo e marito, per imbarcarsi in quest' avventura, l' ennesima, forse l' ultima, di un terzetto che ne ha già vissute tante. La mitica 2CV, gli stupendi paesaggi attraversati da una frontiera all' altra, i mille incontri sulla strada, le canzoni che la radio trasmette accompagnano la storia di questo viaggio e dei suoi tre giovani protagonisti, ognuno con i propri ideali, i propri sentimenti, ognuno con la volontà inconsapevole di scoprire la verità della vita e il desiderio di condividerla con qualcuno. Tratto dal romanzo omonimo di M. Ferrari, il film, che si inserisce nella tradizione dell' on the road italiano (E. Monteleone è anche lo sceneggiatore di Marrakesh Express di G. Salvatores), un film che si nutre del clima di quegli indimenticabili Settanta: la musica (un vero e proprio personaggio) delle canzoni di protesta di B. Dylan e J. Baez, dei corrosivi Crosby, Stills Nash e Young, o le dolci melodie di J. Mitchell e J. Taylor, il rock duro dei Led Zeppelin o quello più dolce dei Traffic o dei Tempation, e poi i miti, Rolling Stones, Lou Reed, Beatles (persino una rielaborazione dell' Internazionale); la letteratura con On the road di Kerouac, il cinema con Arancia meccanica, Jesus Christ Superstar, ma soprattutto Easy rider; ed infine la scomoda e rumorosa 2CV, a cui per intere generazioni stato strettamente legato il sogno del viaggio, dell' evasione, del salta in macchine e vai, senza sapere dove, per il suo essere a portata di mano delle tasche di molti giovani squattrinati, che potevano soddisfare il desiderio di prendere il vento in faccia, con il corpo metà dentro e metà fuori. Il ricordo dei Settanta allora una volta tanto non intriso di Terrorismo, ma di gioia, di amicizia, di ideali universalmente condivisi, di curiositò, di viaggi e di scoperta.Come nella scena finale che, nel tripudio di bandiere rosse e pugni chiusi, non si chiude con un comizio politico, ma con la festa per la vittoria del Benefica nella derby calcistico cittadino con l' Oriental. Come a sottolineare che la vera vittoria della Rivoluzione è proprio nel cercare di vivere una vita normale. Magari con i tuoi migliori amici. Magari a bordo di una 2CV.
a cura di:
Marco Luceri