Home   Cinema    Film Database    I Vitelloni

Cinema

Film Database

I Vitelloni


Nazionalità: ITA
Durata: 115 min.
Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano
Fotografia: Otello Martelli, Luciano Trasatti, Carlo Carlini
Effetti:
Musiche: Nino Rota
Cast:

Franco Interlenghi, Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Leonora Ruffo, Jean Brochard, Claude Farell, Carlo Romano, Lida Baarova, Achille Majeroni, Enrico Viarisio e Paola Borboni, Vera Silenti.


Note/Curiosità:
Il restauro: Forse, il più rovinato tra i negativi dei film restaurati da Mediaset con lo specialista dei restauri in bianco e nero Vincenzo Verzini - esperto del restauro dei film in bianco e nero -: rotture, lacerazioni, fotogrammi mancanti, scene rigate anche sul lato della gelatina. Alcune sequenze sono state sottoposte al ralenti per recuperare la lunghezza necessaria allo scorrimento della pellicola. Ancora qualche stagione e il negativo si sarebbe danneggiato irreversibilmente.
The restoration: Perhaps the most badly damaged negative of the films restored by Mediaset with Vincenzo Verzini - an expert in the restoration of black and white film -: breaks and lacerations, missing frames as well as many scratches and lines on both the emulsion and the support sides. To replace missing frames, scenes were slowed down in order to recover the length necessary for running the film. But for this work, in a short space of time the negative would have been irreparably damaged.
È il primo successo internazionale di Fellini ma anche, forse, una delle opere maggiormente vicine a quelle radici biografiche destinate sempre di più nel suo cinema a essere regolarmente stravolte da una delle fantasie più celebri del nostro secolo. Ne I Vitelloni, invece, un mondo stagnante ed eterno che confina con la spiaggia d'inverno e le serate al biliardo, la protezione dell'immaturità perenne e i fischi del treno nella notte, sono tratteggiati con un realismo e una penetrazione psicologica che faranno di quest'opera un modello efficacissimo per raccontare le province di tutto il mondo.
Le vicende intrecciate dei cinque giovani "vitelloni" (termine del dialetto riminese che entrerà a far parte del vocabolario italiano grazie alla notorietà del film), finiranno per costituire un'allegoria della fine improrogabile dell'adolescenza, che sarà imitata anche oltre i confini nazionali. Ma è anche il film con il quale il regista inizia a sperimentare la sua misteriosa capacità di costruire e nascondere i fili del racconto attraverso l'accumulo di aneddoti, pennellate d'ambiente, preziosi personaggi di contorno, attente variazioni drammatiche e prodigiose sequenze (come quella della festa del carnevale). È ciò che gli permette di modulare con abilità dalla ricostruzione sociologica al lirismo impalpabile, dalla spensieratezza affettuosa alla tristezza invincibile. Immersi in un torpore a tratti irreale ma incalzati senza concessioni dalla vita, i "vitelloni" rappresentano un mito molto italiano attraverso il quale si racconta l'ineluttabilità di una scelta, quella di partire dal posto in cui si è nati, che il regista aveva già compiuto e che molti altri registi (come il Tornatore di Nuovo Cinema Paradiso) dovranno compiere in futuro per riuscire a raccontare il mondo dal quale provenivano.

Fellini’s first international success, and also the film that is maybe closest to those biographical roots that increasingly in his films were regularly distorted by one of the most famous imaginations of our century. I Vitelloni is set in a stagnant, eternal world confined by the sea-front in winter and nights spent at the billiard hall, the protection of perennial immaturity and the whistle of the night trains, where everything is treated with a sense of realism and psychological insight that makes this film an accurate picture of provincial life everywhere.
The closely linked story of five young vitelloni, or layabouts (an expression from the Rimini dialect that became commonly used as a result of the film’s success), turns into an allegorical tale about the inevitable end of adolescence, a theme later imitated in various foreign films. It is also the film where the director began experimenting with his mysterious capacity to construct and hide the threads of a story in a series of anecdotes, environmental sketches, interesting minor characters, careful dramatic variations and marvellous scenes (like the carnival party). That same capacity which enabled him to modify sociological reconstructions, impalpable lyricism, affectionate thoughtlessness and invincible sadness. Immersed in a torpor that is at times unreal yet pursued without any concessions to life, the "vitelloni" represent a very Italian myth that is used to demonstrate the inevitability of a choice, to leave the place where you are born, that the director had already made and that many other directors (such as Tornatore in Nuovo Cinema Paradiso),would have to make in the future in order to be able to speak about the world they came from.