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Lawrence d'Arabia


Titolo: Lawrence d'Arabia
Nazionalità: Gran Bretagna
Durata: 222 min.
Sceneggiatura: Michael Wilson, Robert Bolt
Fotografia: F.A. Young
Effetti: Wally Veevers, Cliff Richardson
Musiche: Maurice Jarre
Cast: Peter O'Toole, Anthony Quayle, Alec Guinness, Anthony Quinn, Omar Sharif

Nel 1917, mentre nel medio oriente infuria la prima guerra mondiale, il tenente inglese T. E. Lawrence (1888-1935), esperto in lingue e cultura araba, viene incaricato dal generale Allensby di contattare il principe arabo Feisal, ispiratore delle rivolte arabe contro gli Ottomani. Lawrence, conquistato dallo spirito di indipendenza arabo e dal fascino magnetico del deserto, convince le tribù beduine a combattere unite per un fine unico, ovvero l’indipendenza dell’Arabia non solo dall’impero ottomano ma anche dalle mire occidentali. Lawrence ottiene risultati strepitosi quali la presa della roccaforte di Aquaba e la conquista di Damasco, ma fallisce nel duplice proposito di tenere unite le riottose tribù arabe e di frenare le volontà espansionistiche occidentali nel Medio Oriente.
Film biografico altamente spettacolare, è girato in luoghi dalla bellezza solenne che esaltano le gesta epiche di uomini entrati giustamente nella Storia. Per oltre tre ore sullo schermo si susseguono tramonti mozzafiato sulle dune infuocate e corse di cammelli dalle bardature multicolori carichi di coraggiosi uomini dalle nere tuniche svolazzanti, combattenti pronti a sfidare l’impero ottomano forti solo della fede in Allah, nelle loro scimitarre scintillanti ed in Al Aurence, il bianco condottiero dagli occhi ceruli. La musica trascinante di Maurice Jarre contribuisce alla spettacolarità del film, accendendo l’immaginazione anche dello spettatore più razionale, portandolo quasi a desiderare di essere là, sulle dune, festante tra i cammelli ed i beduini.
Paradossalmente l’elemento debole del film è proprio il protagonista Thomas E. Lawrence, personaggio forse troppo controverso per poter essere sufficientemente analizzato in un colossal. Nel tentativo di dare spazio ad ogni aspetto del carattere di Lawrence (coraggioso, umano, idealista, ribelle, ma anche profondamente narcisista, arrogante, sicuro di sé fino all’eccesso, spesso crudele, parimenti repulso ed affascinato dal dolore), Lean fa dell’eroe un personaggio quasi folle, dagli improvvisi slanci di audacia e dagli altrettanto rapidi crolli di autostima, capace di rischiare la vita per un solo uomo per poi sgozzarne senza remore altri cento. Il silenzio della sceneggiatura sulle torture sessuali subite da Lawrence ad opera dei Turchi rende ancor più incomprensibile l’improvviso mutamento di psicologia del personaggio nella seconda parte del film, mutatosi da narcisistico eroe “salvatore dell’Arabia??? a sanguinario, indeciso, autocommiserante essere umano in fuga dagli altri e soprattutto da se stesso.
A cura di:Ilaria Nannini