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Cultura

Novembre Stenseniano

IL MORIRE e LA MORTE – Gli interrogativi e i problemi più ricorrenti nel dibattito in corso

 

 

Organizzato dalla Fondazione Stensen,

in collaborazione con l'Accademia della Crusca e la Pontificia Accademia per la Vita

 

 

 

PERCORSO e RELATORI

 

Sabato 2 febbraio 15.30 - 18.00
IL MORIRE E LA MORTE OGGI
   - Breve riflessione linguistica: 
Ludovica Maconi, Morire - Morte [Accademia della Crusca]
   - Sandro SPINSANTI
   - Marina SOZZI

 

Sabato 16 febbraio 15.30 - 18.00
ALLA FINE DELLA VITA
   - Breve riflessione linguistica: 
Maria Cristina Torchia, Dignità [Accademia della Crusca]
   - Carlo PERUSELLI
   - Maria Antonietta ANNUNZIATA

 

Sabato 2 marzo 15.30 - 18.00
CHE COS’È L’EUTANASIA
   - Breve riflessione linguistica: 
Matilde Paoli, Eutanasia [Accademia della Crusca]
   - P. Carlo CASALONE sj
   - Cinzia CAPORALE

 

Sabato 16 marzo 15:30 - 18:00
Il MORIRE E L’ORDINAMENTO GIURIDICO
   - Breve riflessione linguistica:
Marco Biffi, Termini giuridici [Accademia della Crusca]
   - Laura PALAZZANI
   - Carlo CASONATO

 

Sabato 30 marzo 15:30 - 18:00
IL MORIRE, LA MORTE E L’ULTERIORITÀ
   - Salvatore NATOLI
   - P. Roberto DEL RICCIO sj

 

 

 

Il miglioramento delle condizioni igieniche di vita in questi ultimi decenni, la sempre più diffusa informazione sanitaria e i crescenti sviluppi della ricerca e sperimentazione biomediche sono tra i fattori che hanno contribuito ad allungare l’aspettativa di vita, che in Italia supera ormai gli 80 anni rispetto ai 47 del 1900.

La maggioranza della popolazione muore oggi nell’ospedale. Le trasformazioni avvenute nell’organizzazione dei servizi sanitari e gli incontestabili progressi delle tecnologie biomediche hanno come conseguenza che la persona sia sempre più espropriata della propria morte in quanto non le è consentito, qualora fosse ancora possibile, di farsi carico degli ultimi tempi della vita e di gestirli autonomamente.

Sorgono dunque numerosi interrogativi e problemi non solo pratici, inerenti alla gestione personale, famigliare e politica della fase terminale della vita, ma anche filosofici e teologici, concernenti, cioè, il senso della vita, quale è stato tradizionalmente recepito, il significato del “morire” e della morte oggi, in una società sempre più plurale, caratterizzata da una coesistenza di culture, etnie e confessioni religiose dai valori diversi e spesso non convergenti.

È proprio in questo contesto, in relazione cioè alla complessità delle implicazioni e delle possibili e prevedibili conseguenze antropologiche, etiche, giuridiche e sociali, che si propone oggi il tema dell’eutanasia o, nel senso etimologico del termine, di una “buona morte”, per acconsentire a ciascuna persona di riappropriarsi della possibilità di scelta sulle questioni che riguardano le ultime fasi della propria vita e la propria morte, possibilmente confortato da coloro che effettivamente e affettivamente hanno contato nel corso della sua esistenza. 

Una “fenomenologia del morire” pertanto, ossia, una corretta informazione e descrizione delle diverse situazioni in cui ci si può trovare nel gestire la fase terminale della vita, ma anche una breve riflessione linguistica su alcuni tra i termini più ricorrenti del dibattito in corso, è una condizione previa che non può essere trascurata o evitata per affrontare in modo appropriato, corretto e possibilmente completo il problema del senso e dell’eventuale ammissibilità etica o meno dell’eutanasia.

 

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti.