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Cinema

I Classici Restaurati

ERASERHEAD – LA MENTE CHE CANCELLA

 

giovedì 14 settembre 2017 ore 21.00

 

 

sabato 16 settembre 2017 ore 18.30

 

 

 

 

 

ERASERHEAD – LA MENTE CHE CANCELLA di David Lynch (Usa 1977, 89’) vo sott ita - restaurato

 

 

Sceneggiatura, montaggio e scenografie: David Lynch 

 

Fotografia: Frederick Elmes, Herbert Cardwell

 

Musiche e Sound Design: David Lynch, Alan Splet, Peter Ivers, Fats Weller

 

Interpreti: Jack Nance (Henry Spencer), Charlotte Stewart (Mary X), Allen Joseph (padre di Mary), Jeanne Bates (madre di Mary), Judith Anna Roberts (la vicina di casa), Laurel Near (la donna del radiatore), Jack Fisk (l’uomo del pianeta)

 

Produzione: David Lynch per American Film Institute for Advanced Studies

 

Restaurato in 4K da Criterion Collection a partire dal negativo camera originale 35mm sotto la supervisione di David Lynch. La colonna sonora è stata creata nel 1994 da David Lynch e Alan Splet a partire dal missaggio originale del 1976.

 

 

Nato in un contesto indipendente e underground, il primo lungometraggio di David Lynch passa in pochi mesi dalle gallerie d’arte di New York alle sale di tutto il mondo. Girato in totale autonomia nel 1976, con un pugno di amici e collaboratori fidati, Eraserhead si fa subito notare per l’inquietudine onirica che emana e per lo sconcerto che suscita. È il primo seme (ma il più radicale e ipnotico) delle visioni lynchiane: bianco e nero avanguardistico, narrazione apocalittica, vicende inspiegabili, con una trama (un uomo misterioso con un figlio mostruoso dentro un futuro post-industriale) pressoché nulla. Né fantascienza né horror, anche se i vari distributori provarono a farlo passare per un film “di genere”. In verità, il dialogo è con il surrealismo, la fotografia industriale, l’underground statunitense.

 

Amato da Kubrick che lo proiettava in continuazione durante le riprese di Shining per trasmettere inquietudine agli attori, “come Shining, Eraserhead stupisce per la capacità di tener fede alla forma linguistica dell’inconscio”, secondo Enrico Ghezzi. A posteriori, va considerato come il film che per primo ha dato voce ai fantasmi interiori di Lynch: non solo alle sue fantasie morbose, ma anche al suo desiderio di purezza.

 

“Se vuoi mandare un messaggio vai all'ufficio postale. Devi essere libero di pensare le cose. Le idee arrivano e si agganciano l’una all’altra. Se stanno bene assieme e formano una storia che ti fa procedere in avanti, la prima cosa che può rovinare tutto è di preoccuparsi di cosa ne penserà la gente. Quindi, se ti danno il permesso e il denaro per realizzare un film, devi dire: o così o niente. Se vi disturba, uscite dal cinema, per favore” (David Lynch).