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FANTASTICHERIE DI UN PASSEGGIATORE SOLITARIO

martedì 26 gennaio ore 21.00

 

FANTASTICHERIE DI UN PASSEGGIATORE SOLITARIO di Paolo Gaudio (Ita 2014, 83')

 

anteprima alla presenza del regista Paolo Gaudio

 

 

 

Grand Prix alla Samain du Cinema Fantastique di Nizza

 

 

 

Tre personaggi di tre epoche diverse vengono uniti da un sogno di libertà e da un libro dimenticato. Un viaggio misterioso e senza tempo attraverso le aspirazioni, le sofferenze e le “fantasticherie??? di un poeta, di un giovane studente e di un bambino sperduto nel bosco. Jean Jacques Renou (Luca Lionello) è uno scrittore che vive nel 1876, in un piccolo e squallido seminterrato. Povero e vecchio inizia a scrivere Fantasticherie di un passeggiatore solitario, un romanzo di formazione che è anche un ricettario fantastico. Theo (Lorenzo Monaco) è un giovane laureando in filosofia dei nostri tempi, da sempre intrappolato tra le vicende opprimenti della propria famiglia e la sua bizzarra passione per i libri incompiuti, non ultimo quello di un certo Renou. Totalmente rapito dal romanzo, Theo giunge all’inattesa conclusione di voler realizzare la “Fantasticheria n° 23???: l’ultima “ricetta??? scritta dal poeta che conduce in un luogo straordinario noto come Vacuitas. Infine, la storia di un bambino smarrito in un bosco senza tempo: il protagonista di quel libro che Renou sta scrivendo e che Theo sta leggendo con tanto trasporto.

 

"Fantasticherie di un passeggiatore solitario è la mia opera prima, e non poteva essere altrimenti", ha detto Gaudio, regista e sceneggiatore classe 1981. "È una favola sul senso di colpa e sul fallimento, nella quale ho provato a inserire tutti quegli aspetti che caratterizzano il mio cinema. L’evento assurdo o fantastico, per esempio, che arriva a sconvolgere la vita di persone comuni trascinandole all’interno di avventure impossibili o al cospetto di personaggi sopra le righe. Evento inaspettato e inspiegabile, che non conosce razionalità e non può essere realistico in alcun modo, soltanto credibile. E ancora l’amore per la scrittura fantasy, che concede a ogni personaggio una stratificazione infinita: c’è un mondo intero dietro ogni carattere. Scrivendo di uno, in realtà, si racconta di cento, di generazioni intere".

 

di Simona Santoni (su panorama.it, 25 novembre 2015)