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THE TRIBE

Dal 29 maggio

 

THE TRIBE di Myroslav Slaboshpytskiy (Ucraina 2014, 130')

 

senza dialoghi / solo nella lingua dei segni

Gran premio della Settimana della critica a Cannes

  

Sergey, sordomuto, arriva in un collegio per ragazzi affetti dalla stessa problematica. In questo nuovo contesto, dovrà lottare per conquistare il proprio spazio all’interno della gerarchia criminale che, fra violenze e prostituzione, regola la vita dell’istituto. Coinvolto in una serie di furti, Sergey si guadagnerà presto la fiducia dei compagni. Ma l’amore per Anna, una delle ragazze del gruppo, lo porterà a infrangere pericolosamente tutte le regole del branco.

 

 

 

 

NOTE DI REGIA

 

Era un mio vecchio sogno rendere omaggio al cinema muto. Realizzare un film che potesse essere compreso senza che nessuna parola venisse pronunciata. Non che stessi pensando a qualche tipo di film “esistenzialista??? europeo in cui gli eroi rimangono in silenzio per metà del film. Nei film muti gli attori non erano muti, anzi, comunicavano attivamente attraverso le azioni e il linguaggio del corpo. Riuscivano a comunicare emozioni e sentimenti senza pronunciare una sola frase e, non a caso, la maggior parte delle stelle del cinema muto veniva dalla mimica. Questo è il motivo per cui ho sempre voluto realizzare un film sulla vita dei sordomuti. Senza dialoghi e senza sottotitoli. E con la partecipazione di veri sordomuti.

 

Durante la realizzazione del mio corto Deafness (Sordità), che considero una sorta di lavoro preparatorio al lungometraggio, sono entrato in contatto con la comunità dei sordomuti in Ucraina e con i dirigenti delle organizzazioni ucraine a loro dedicate. Ho anche conosciuto i capi di una “comunità ombra??? non ufficiale, i quali mi hanno mostrato dall’interno l’isolamento, le pratiche e i rituali di questo gruppo sociale impenetrabile. Il film si basa interamente sui miei ricordi di scuola e su ciò che mi è stato riferito dai miei consulenti dal mondo del sordomuti. Con tutta la sua apparente semplicità e violenza, questo è un film incentrato su ragazzi molto giovani. In giovane età si è capaci di sentimenti duri e puri: amore, odio, furia, rabbia, disperazione. Non c’è bisogno di parole per esprimere queste emozioni.

 

Vedo questo film come una storia di amore e iniziazione: una storia sul passaggio alla vita adulta in un mondo crudele.

 

 

Q&A CON MYROSLAV SLABOSHPYTSKIY

 

PERCHÉ?

Avevo pensato di fare un film del genere già 20 anni fa. Si tratta certamente di un omaggio al cinema muto in cui gli attori comunicano attraverso i gesti. Lo so, questo tipo di film vengono realizzati quasi tutti gli anni, con successo o meno. Ad ogni modo tutti quelli che ho visto seguono una certa stilizzazione del cinema muto. Per quanto riguarda me, l’obiettivo principale era di realizzare un film muto più realistico, più naturale, che potesse essere capito facilmente anche senza parole. Il punto è che al giorno d’oggi ci sono molti film, specialmente per la TV, che puoi anche solo ascoltare. E il pubblico ormai è abituato a questo tipo di prodotto. Poi, ci sono film in cui gli attori stanno in silenzio tutto il tempo. Io stesso ho girato un cortometraggio muto. Ma con The Tribe, ho seguito un’altra strada, unica e congeniale per il mio film. La lingua dei segni è come una danza, un balletto, una pantomima, il teatro kabuki, e così via. Allo stesso tempo, non ha nulla di grottesco – le persone comunicano in quel modo per davvero. Inoltre, stando ai recenti sviluppi in campo medico, la lingua dei segni diventerà una lingua morta in prospettiva. Ad un certo punto cesserà di esistere. Ma io la trovo affascinante e volevo condividere questa sensazione con il pubblico.

 

COME?

Non ho mai tenuto in considerazione l’idea di realizzare questo film con attori udenti. Penso che sarebbe stato un film completamente diverso. Il linguaggio del corpo, la lingua dei segni, per i sordomuti è normale. Ed è molto personale. Molto più personale che la lingua francese o il russo o il tedesco parlato da una certa persona. Questo perché parlando le persone usano solo i muscoli facciali per pronunciare le parole, mentre i non-udenti usano l’intero corpo per comunicare. E questo è ciò che li rende unici ed estremamente interessanti.

Il casting degli attori è durato circa un anno ed è stato condotto principalmente per mezzo dei social network. Per ovvie ragione i social network sono molto popolari fra i sordomuti. Abbiamo provinato circa 300 candidati provenienti da Russia, Ucraina e Bielorussa per i ruoli principali. E nonostante vi siano 8 teatri specializzati per attori e pubblico non-udente in questi paesi, non abbiamo utilizzato neanche un attore professionista per il film. Tutti i nostri piccoli artisti sono ragazzi di strada, la maggior parte vengono da famiglie povere e svantaggiate. Il principio di base con cui abbiamo condotto i casting è che non cercavamo attori adatti ad un ruolo specifico. Cercavamo piuttosto una personalità carismatica, capace di attirare la nostra attenzione e, solo dopo, pensavamo a quale ruolo avrebbe potuto interpretare. Tutte le scene sono state provate prima di essere girate e a volte abbiamo dovuto ripeterle più volte. Il tutto è costato quasi 6 mesi di lavoro. Penso che i nostri attori abbiano fatto un’esperienza unica nella loro vita. Per me di certo lo è stata.

 

DOVE?

La maggior parte dello shooting di «THE TRIBE» ha avuto luogo a Kiev, nel quartiere in cui ho trascorso la mia infanzia. Questa parte della città era chiamata Stalinka in onore di Stalin, e ha conservato questo nome anche oggi. La maggior parte degli edifici è stata costruita dai prigionieri di guerra tedeschi dopo la II Guerra Mondiale. È situato alla periferia di Kiev. Questo quartiere proletario, tutto costruito in mattoni rossi, assomiglia ad alcune zone di New York. Le riprese sono iniziate poco prima delle proteste in Ucraina e sono terminate dopo l’invasione della Crimea da parte della Russia. C’era molta tensione sul set. Alcuni membri del cast, attori inclusi, nel tempo libero partecipavano alle proteste e agli scontri. In alcune occasioni abbiamo dovuto sospendere le riprese a causa dei blocchi stradali. Le automobili che trasportavano le attrezzature non potevano raggiungere il set. Io e il produttore abitiamo a 4 kilometri da piazza Maidan, mentre la location si trova a 15 kilometri. Paradossalmente recarsi sul set era come evacuare dalla zona degli scontri.

 

 

THE TRIBE - PREMI

 

* Cannes Film Festival - La Semaine de La Critique  - Gran Premio, Premio France 4 Visionary, GAN Foundation Distribution Support

* Tarkovsky Festival, Russia ­ Gran Premio, Premio Speciale alla Regia

* ArtFilm Fest, Slovacchia ­ Trencin Mayor¹s Premio

* Palic Film Festival ­ Parallels & Encounters, Serbia ­ Gran premio Miglior Film

* Golden Apricot Yerevan IFF, Armenia ­ Gran Premio e Premio Fipresci

* Motovun Film Festival, Croazia – Gran Premio - Motovun Premio Propeller

* Milano Film Festival, Italy - Premio Miglior Film

* Intl Cinematographers' FF "Manaki Brothers", Macedonia – Premio Miglior Fotografia

* Fantastic Fest, Texas, USA – Premio Miglior Regia

* Kinoskok, Russia – Premio Miglior Regia

* Milwaukee FF, USA – Premio Miglior Film

* London BFI, UK – Premio Miglior Opera Prima – Premio della Giuria Giovane

* Sitges FF, Spagna – Premio Experimenta

* Ghent IFF,  Belgio – Premio Distribuzione

* Tofifest IFF, Polonia – Premio Miglior Film – Premio alla Produzione

* Sao Paulo IFF, Brasile – Miglior Sceneggiatura – Sezione Registi Emergenti

* Thessaloniki IFF, Grecia – Premio Miglior Regia

* AFI Fest, LA – USA – Premio Visionary – Premio Speciale della Giuria

* Cork IFF, Irlanda – Gran Premio – Premio Spirit of the Festival

* Listapad FF, Belorussia – Gran Premio - Premio Film come Fenomeno Artistico

* Tbilisi IFF, Georgia - Golden Prometheus per il Miglior Film Best, Premio Best Poetic Vision

* REC, Tarragona, Spagna – Gran Premio ex-aequo

* European Film Academy, European Discovery – Premio Fipresci

* Festival d’Amour de Mons, Belgio - Premio Giuria Giovane e Premio CICAE

* Dublin FF Irlanda – Premio Miglior Regia

* Russia – Premio Miglior Regia

* Vilnius-Kinopavasaris, Lituania – Premio Miglior Regia